PA Magazine

Concorsi pubblici, nuova riforma. Per i “quadri” è prevista una prova in più

5 minuti di lettura
3
iStock

Una nuova riforma dei concorsi pubblici. L’annuncio è contenuto nei documenti pubblicati sul portale Italiadomani, in particolare tra gli obiettivi che il ministero della Funzione pubblica dovrà centrare nei primi sei mesi di quest’anno. Il capitolo è dedicato alla riforma del reclutamento. “Questo percorso”, si legge nel testo, “verrà completato con la modifica del DPR 9 maggio 1994, n. 487 (“Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi”), per aggiornare le modalità realizzative dei concorsi rispetto alle innovazioni normative, integrando le prove tradizionali con meccanismi che consentano di valutare, oltre che le competenze tecniche, anche le soft skill, in modo da adeguare le procedure concorsuali alle innovazioni tecnologiche disponibili per rendere più efficienti ed efficaci i processi selettivi”.

L’estratto dal documento della Funzione Pubblica

GLI ELEMENTI DELLA RIFORMA

Quali saranno gli elementi principali della riforma? Anche qui una traccia si può ricavare dal documento completo inviato alla Commissione europea (e da questa approvato). L’impegno preso dall’Italia sul fronte dei concorsi pubblici prevede, tra le altre cose, una “differenziazione” delle procedure di selezione in base al posto per il quale ci si candida. Per esempio, spiega il Pnrr, per il livello di “entrata” nella Pubblica amministrazione, basta la verifica delle competenze di base. Per un profilo specialistico, invece, vanno valutati anche la qualificazione e le esperienze lavorative del candidato, anche tramite un “talent” screening. Per i profili di junior e senior management, invece, servirà un passaggio addizionale ispirato all’Epso assessment Centre.

LE SOFT SKILLS

E qui arriviamo alla nuova riforma annunciata dal governo. Per il middle management andranno valutate, dunque, le soft skills attraverso un passaggio addizionale. Innanzitutto va chiarito cosa si intende per middle management. Nel caso della Pubblica amministrazione italiana, il middle management dovrebbe essere individuato con la nuova area delle “alte professionalità” inserita nel nuovo contratto di lavoro che, attualmente, è all’esame del ministero dell’Economia e che dovrà poi essere validato dalla Corte dei Conti. Quella delle “alte professionalità”, che potrebbe essere paragonata a all’area Quadri del privato, è un’area al momento vuota. Primo perché non è stata ancora creata, visto che il nuovo contratto non è ancora in vigore. Secondo perché nelle trattative tra Aran e sindacati è stato stabilito che in partenza nessun funzionario del livello più alto potesse passare automaticamente in questa area. Dunque la modifica dei concorsi, che passerà attraverso una modifica del DPR 487 del 1994, riguarderà proprio l’accesso a questa area.

IL MODELLO EPSO

Oltre alle prove scritte ed orali, per chi si candiderà ad entrare nella nuova area delle alte professionalità, servirà una prova ulteriore. Una verifica delle soft skills. Il Pnrr cita il modello dell’Epso assessment Centre dell’Unione europea. Di cosa si tratta? Lo scopo dell’Assessment centre è valutare le competenze generali e/o specifiche dei candidati attraverso una serie di esercizi, il cui contenuto è convalidato dalla commissione giudicatrice: lo studio di un caso, una presentazione orale, un’intervista mirata o un esercizio e-tray.  L’e-tray è un esercizio al computer che simula una reale situazione lavorativa e riproduce una casella di posta elettronica che contiene informazioni che si riferiscono a un determinato problema. I candidati devono trovare soluzioni nel miglior modo possibile entro un tempo limitato. Serve a misurare quattro tipi di competenze: l’analisi e la risoluzione dei problemi; la capacità di produrre risultati di qualità; l’individuazione delle priorità e lo spirito organizzativo; la capacità di lavorare con gli altri. Questo sarebbe, insomma, il modello di concorso che dovrebbe essere introdotto per l’accesso alla nuova area dei Quadri.

3 Comments

  1. Soft skill….Middle management…..Talent screening….E tray….ecc.
    Tutta fuffa ! Ne ho piene le scatole di tutte ste parole inglesi calate nella nostra bella lingua che servono solo a camuffare il carrozzone che andrà a beneficio degli amici e degli amici degli amici, che si ritroveranno al vertice, dirigenza o apicali, senza possedere concretamente nessuna competenza. Un film già visto e rivisto….Come le performance, un altro carrozzone costruito per dare lavoro a chi non ha nulla da fare, che non serve a nulla, se non a premiare determinate figure a scapito di altri decisamente più meritevoli. Sarebbe ora di finirla co ste schifezze

  2. La penso esattamente come Pier… Il ‘cambiamento’ nella p.a. non si fa con decreto da un giorno all’altro. Soprattutto in un sistema malato dove sono ancora i politici a decidere chi deve fare carriera e chi no (spesso sono proprio i più competenti ad essere penalizzati) queste presunte innovazioni sono pericolose e controproducenti.

  3. Sinceramente, è tutto ridicolo. Ho affrontato una selezione per i concorsi UE….altra cosa rispetto a questa neo buffonata. Poi, la storia dei quadri…basta! È snellimento, questo?

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da