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Concorsi, mancano le tutele per i disabili

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Boom di concorsi pubblici, ma in diversi bandi, tra i tanti pubblicati quest’anno per l’assunzione di nuovi statali, non ci sono alcune tutele per disabili e Dsa, previsti invece dalla legge. In particolare, negli ultimi bandi, non c’è la specifica previsione che vengano prese in considerazione le “abilità residue” per disabili e Dsa. Una novità introdotta dal dl Pnrr2, convertito in legge a giugno, e che, per esempio, non compare nei nuovi bandi di concorso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che sono successivi all’entrata in vigore della legge. 

Le “abilità residue”

Con una norma introdotta in Parlamento nel dl Pnrr viene stabilito che nei concorsi pubblici debba essere previsto, “l’espletamento di almeno una prova scritta, anche a contenuto teorico-pratico, e di una prova orale, comprendente l’accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera. Le prove di esame sono finalizzate ad accertare il possesso delle competenze, intese come insieme delle conoscenze e delle capacità tecniche o manageriali, che devono essere specificate nel bando ovvero delle abilità residue nel caso dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68,  e definite in maniera coerente con la natura dell’impiego per il profilo richiesto. Il numero delle prove d’esame e le relative modalità di svolgimento e correzione devono contemperare l’ampiezza e profondità della valutazione delle competenze definite nel bando con l’esigenza di assicurare tempi rapidi e certi di svolgimento del concorso orientati ai principi espressi nel comma 2”. 

I bandi

Questo, sciolto in italiano, significa che, al di là delle competenze necessarie per svolgere il lavoro richiesto, i nuovi bandi di concorso debbano esprimere anche il ventaglio delle abilità che devono “residuare” nella persona con disabilità e che devono essere possedute dal candidato per assolvere alle funzioni messe a concorso. Ancora più chiaramente: nessun bando di concorso deveprevedere l’esclusione del candidato con una disabilità o Dsa se, le sue “abilità residue” gli hanno consentito lo sviluppo della “capacità” di adempire a quella mansione per cui si richiede personale. Non solo, la novità introdotta dal decreto Pnrr, prevede anche che la valutazione delle abilità residue del candidato, da parte delle singole amministrazioni responsabili delle procedure concorsuali, debba essere posta – adottando una tipologia selettiva anche di tipo analogico – su un piano di parità sostanziale, nella valutazione, delle sue particolari esperienze lavorative pregresse e pertinenti. E che l’espletamento della prova stessa debba avvenire “nel rispetto dell’eventuale adozione di misure compensative per lo svolgimento delle prove da parte dei candidati con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o con disturbi specifici di apprendimento”.

Il caso

Pubblicati dopo la conversione in legge del decreto, i bandi per le nuove assunzioni all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non fanno accenno alla valutazione delle “abilità residue” per disabili e Dsa. Non si prevedono componenti della commissione ad hoc per la valutazione delle abilità residue dei candidati con disabilità e per quanto riguarda la prova scritta, si prevede semplicemente che “il candidato portatore di handicap e il candidato affetto da disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) dovrà inviare la certificazione medico-sanitaria, rilasciata dalla Commissione medico-legale dell’Asl di riferimento o da equivalente struttura pubblica, che dovrà contenere esplicito riferimento alle limitazioni che l’handicap determina in funzione delle procedure preselettive e/o selettive”.

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