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Concorsi, Brunetta correggerà riforma. Ma non troppo

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Renato Brunetta con il ministro Mara Carfagna alla presentazione del bando per il Sud
Renato Brunetta con il ministro Mara Carfagna alla presentazione del bando per il Sud

Le polemiche sui nuovi concorsi pubblici, come riformati dall’articolo 10 del decreto legge 44 del 2021, hanno iniziato a fare breccia. Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha annunciato durante un’audizione in Senato, che le nuove norme potrebbero essere “meglio specificate”.

Le polemiche hanno riguardato soprattutto il bando per l’assunzione a tempo determinato di 2.800 esperti per l’Agenzia della Coesione territoriale. Il cosiddetto bando Sud, per il quale sono arrivate oltre 81 mila domande, ma destinate ad essere tagliate a poco più di 8 mila dopo che un “algoritmo” avrà stilato una graduatoria in base ai titoli e all’esperienza posseduta. In questo bando una laurea con 110 e lode viene valutata un decimo di punto. Un anno di esperienza un punto (fino ad un massimo di sei). Chiaro, insomma, che è presente una corsia preferenziale per chi svolge o ha svolto già il lavoro. Brunetta a difesa della sua impostazione, ha citato anche il bando del Comune di Roma, riscritto con le nuove regole, dove invece i titoli e l’esperienza non saranno pesati ma per accelerare si procederà con una unica prova scritta a risposte multiple.

LE POLEMICHE SUL BANDO PER IL SUD

Cosa è possibile cambiare. I due concorsi, ha spiegato Brunetta in Senato, “rappresentano due esempi concreti dell’applicazione del principio di proporzionalità tra le modalità di selezione e il livello dei profili ricercati che deve guidare le amministrazioni. È lo spirito con cui abbiamo inteso predisporre la norma: se occorre meglio esplicitarlo, siamo disponibili ad accogliere i suggerimenti migliorativi che arriveranno in questa se de. Così come siamo disponibili a precisare che i titoli e l’esperienza professionale potranno concorrere alla formazione del punteggio finale ai sensi dell’articolo 8 del Dpr 487 del 1994 ovvero in misura non superiore a un terzo”.

Brunetta, insomma, si dice pronto a rivedere qualcosa dell’impostazione dell’articolo 10. Ma senza spingersi troppo il là, vista la volontà del governo di accelerare al massimo le procedure di selezione. Del resto, ha ricordato il ministro, hanno già deciso di avvalersi delle nuove procedure semplificate l’Agenzia delle dogane e dei monopoli per circa 2.500 posti e il Comune di Roma per 1.512 posti. Sono pronti a ripartire altri concorsi della Commissione Ripam per ulteriori 4.000 posti e di Aci per 305 posti. “Parliamo”, ha detto Brunetta, “di oltre 11.000 occasioni di lavoro e decine di migliaia di candidati. Con il Comune di Torino stiamo anche lavorando alla concreta attuazione di percorsi di formazione lavoro nella PA destinati in particolare ai giovani”.

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