Sul tavolo c’è un miliardo di euro con cui finanziare ulteriori aumenti per i dipendenti degli enti locali. Il nuovo contratto dei comunali garantirà un incremento lordo mensile in busta paga pari in media a 135 euro. Con l’approvazione da parte del comitato di settore dell’atto di indirizzo sulle funzioni locali, arrivata a tre settimane dalla firma definitiva del contratto 2022/24, anche il negoziato per il rinnovo del Ccnl 2025/27 dei dipendenti di Comuni e Regioni è pronto a partire.
Lo “spread” degli stipendi
L’atto di indirizzo inviato ai ministeri dell’Economia e della Pa indica una disponibilità finanziaria pari a 988,81 milioni di euro, quasi un miliardo, per finanziare i nuovi aumenti dei dipendenti locali. L’Aran prevede una crescita delle retribuzioni di 135,5 euro lordi al mese. L’obiettivo resta quello di ridurre il gap che separa gli stipendi dei dipendenti delle funzioni centrali da quelli dei lavoratori delle amministrazioni periferiche. Il nuoco contratto delle Funzioni centrali, oggetto questa settimana di un nuovo confronto all’Aran, determinerà aumenti per il tabellare compresi tra 119,6 e 208,8 euro al mese a seconda dell’inquadramento.
Il welfare al centro
Oltre a indicare le cifre, che valgono 329,6 milioni sul 2025 e 659,2 milioni su quest’anno, prima di arrivare ai 988,81 milioni a regime, ovvero dal 2027, l’atto di indirizzo sulle funzioni locali fissa le priorità per il negoziato fra l’Aran e i sindacati. Il welfare aziendale per il comitato di settore assume un ruolo fondamentale e diventa la leva per aumentare l’attrattività del lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione. Secondo i dati dell’Ifel, è il caso qui di ricordarlo, tra il 2017 e il 2023 le uscite dagli organici comunali dettate da motivi diversi dal pensionamento sono passate da 11 mila a 16 mila l’anno. Insomma, la priorità è di fermare il progressivo svuotamento degli uffici degli enti locali.
Gli stipendi di marzo
Il decreto Pa ha permesso agli enti locali con i conti in ordine di sbloccare il salario accessorio proprio per rendere più attrattivo il lavoro negli enti locali. Il contratto collettivo di lavoro degli oltre 400 mila dipendenti degli enti locali per il 2022-2024 è stato firmato in via definitiva a febbraio, insieme a quello dei dirigenti di Comuni e Regioni. I nuovi contratti non sono intervenuti solo sulla parte economica, ma hanno introdotto anche una serie di norme per una migliore conciliazione tra vita e lavoro, come quella sulla settimana lavorativa di quattro giorni. Da questo mese le buste paga dei funzionari locali hanno fatto un balzo di 140 euro lordi in media. Quelle dei dirigenti sono aumentate di 444 euro.
