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«Col contratto riavviate le carriere, contro la vergogna del Tfs e del Tfr ci batteremo ancora»

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30 Settembre 2021 - Protesta Confsal Unsa - Montecitorio, Roma.

Il momento della verità è arrivato. Le urne per il rinnovo delle Rsu stanno per aprirsi. Anche per Confsal-Unsa, che edita questo sito, il tempo della raccolta è giunto. Se a Massimo Battaglia, segretario generale si chiede se ritiene di aver seminato bene, la risposta è senza esitazioni. “La campagna elettorale ci ha visti impegnati in tutti i territori nazionali, in tutti i coordinamenti, in tutte le amministrazioni dello Stato”.

Le amministrazioni vengono da due anni difficili. Il covid, la rivoluzione dell’organizzazione del lavoro, il nuovo contratto?

“Noi ci abbiamo come sempre messo la faccia. Tutta Unsa, a cominciare dal suo segretario generale. Chi ci conosce sa che siamo presenti sempre, trecentossessantacinque giorni l’anno. Non siamo il sindacato del voto delle Rsu dell’ultimo momento, non siamo il sindacato, come pure abbiamo assistito in questi ultimi mesi, delle polizze assicurative. Non siamo il sindacato del voto di scambio”.

Chi siete allora?

“Noi siamo il Sindacato, quello con la “S” maiuscola. Il sindacato che in questi anni, gli anni della pandemia che forse rappresentano il periodo più duro dalla fine della seconda guerra mondiale, dove noi tutti siamo stati costretti dalla restrizioni a rimanere nelle nostre case, non si è mai fermato nemmeno per un minuto. Un sindacato che ha lavorato sin da subito, da febbraio del 2020 e fino a alle ultimissime ore, per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e contro delle amministrazioni restiee a quella che sin da subito si è mostrata come l’unica via per garantire la tutela dei lavoratori: lasciare le persone a casa. Il Covid ha fatto morire decine di migliaia di persone e fatto ammalare centinaia di migliaia di lavoratori dello Stato”.

30 Settembre 2021 – Protesta Confsal Unsa – Montecitorio, Roma.

Le pressioni per non chiudere sono state forti.

“Noi le abbiamo combattute. Su tutti i fronti. Basta andare a vedere il sito di Unsa. Abbiamo presentato denunce contro due governi che si sono succeduti a cavallo del 2020 e del 2021. Abbiamo presentato denunce contro i capi degli uffici, costringendoli a chiudere i loro uffici. Nel periodo più buio noi c’eravamo. E c’eravamo senza fare false promesse. Abbiamo fatto il nostro dovere di sindacato”.

Dal presidente degli industriali Bonomi al ministro leghista Giorgetti, sono ripartite le bordate contro la pubblica amministrazone. I lavoratori pubblici sono di nuovo sotto attacco?

“La solita intollerabile retorica frutto di pregiudizio e ignoranza. A Bonomi e Giorgetti vorrei ricordare che gli infermieri, i professori, i dipendenti dell’Inps e quelli dell’Agenzia delle Entrate, i cancellieri dei tribunali, i dipendenti dei ministeri, sono quelli che durante la pandemia hanno permesso di curare malati, di erogare aiuti pubblici, di pagare pensioni e stipendi, di garantire la giustizia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, li ha definiti i “volti della Repubblica”. A chi volesse solo provare a riesumare la narrazione dei dipendenti pubblici fannulloni lancio un avvertimento: se è lo scontro che chiedete ci troverete pronti. Pronti ad aggiungere questa alle altre battaglie che abbiamo combattuto e vinto in questi anni. E a tutti coloro che abbiamo incrociato in questo cammino, ma anche a coloro che hanno potuto assistere alle nostre battaglie chiedo una cosa”.

Che cosa?

“Di riconoscercelo e di non dimenticare. Di darci più forza per le battaglie che ancora ci attendono. Che non sono poche. Noi siamo pronti a combatterle ogni santo giorno senza risparmiarci, a tutela dei lavoratori del comparto delle Funzioni centrali. Noi da oggi e nelle prossime ore, chiederemo un voto”.

Un voto per cosa, segretario?

“Per proseguire le battaglie sul Covid, a cominciare da quella dei lavoratori fragili. Ma anche per il nuovo contratto collettivo nazionale, che cambia radicalmente la Pubblica amministrazione e che ha nelle sue corde molte novità, dallo smart working contrattualizzato, dalla quarta area, alla riattivazione finalmente di sviluppi economici per il personale, dalla contrattazione integrativa che ha visto aumentare la sua incidenza. Sono risultati che rivendichiamo. Ma non dimentichiamo nemmeno le battaglie vinte di guerre che continuano”.

A cosa di riferisce?

“Al pagamento ritardato del Tfr e del Tfs ai lavoratori pubblici. Dopo una sentenza favorevole che abbiamo ottenuto dalla Corte Costituzionale, chi va in pensione di vecchiaia ancora deve aspettare 24 mesi più altri 12 per avere la liquidazione. Una vergogna contro la quale continuiamo a combattere a suon di ricorsi. Siamo ritornati di nuovo dinanzi al giudice di Velletri, che per il Covid ha rinviato l’udienza a settembre, ma noi abbiamo chiesto un’altra eccezione di costituzionalità. Per questo e per molte altre cose che lo spazio ristretto di questo colloquio non mi consente di ricordare, mi permetto di chiedere a tutti di non dimenticare quello che abbiamo fatto. Vi invito con il cuore e con la forza di questo grande sindacato autonomo, a votare tutti le liste dell’Unsa. Di votarle con la mente, con il cuore e con la forza che Unsa ha espresso nei suoi 70 anni di vita”.

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