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Ecco chi ci guadagna (e chi ci perde) con le nuove aliquote Irpef

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Una bella sforbiciata di tasse per chi ha un reddito compreso tra 30 e 60 mila euro l’anno (circa 7 milioni di contribuenti), discreti vantaggi fino a 100 mila euro, spiccioli per chi naviga tra i 20 e i 15 mila e nulla per chi è sotto questa soglia. Se verrà confermata dai partiti la riforma dell’Irpef, che interviene su un modello che risale al 1970 e che introdusse gli scaglioni di reddito poi modificati nel tempo, promette di essere una piccola rivoluzione. Destinata a modificare non poco la distribuzione impositiva italiana. Innanzitutto perché si riducono gli scaglioni: dal 2012 ce ne sono cinque e dall’anno prossimo diventeranno quattro. Questo significa che cambiano anche le aliquote: per la fascia di reddito fino a 15mila resta al 23%, per quella tra 15-28mila scende dal 27% al 25%, quella 28-50mila cala dal 38% al 35%, mentre oltre i 50mila si passa direttamente ad una tassazione al 43% che invece attualmente è riservata ai redditi sopra i 75mila euro.

Il meccanismo

In sostanza viene abolito lo scaglione al 41%, e viene abbassata da 55mila a 50mila euro la soglia di uscita del terzo scalino, per concentrare l’impatto della riforma sul ceto medio. I benefici potrebbero arrivare fino a un tetto massimo di 920 euro annui. Ci sarà poi un riordino delle detrazioni, che riassorbiranno anche il bonus Renzi da 80 euro, poi diventati 100. Su questo, il lavoro di limatura è ancora in corso. Qualche esempio concreto. Il primo è a 20.000 euro l’anno: l’Irpef attuale, senza considerare alcun tipo di detrazione, è pari a 4.800 euro. Dal 2022, con il passaggio del secondo scaglione dal 27% al 25%, scenderebbe a 4.700 euro con un beneficio di 100 euro. In una famiglia con due lavoratori e reddito complessivo di 45.000 euro, equamente distribuito e quindi pari a 22.250 euro a testa, non tenendo conto delle detrazioni per i figli a carico, il passaggio per ciascun contribuente è da un’Irpef lorda di 5.475 euro a 5.325 euro, con un beneficio di 150 euro a testa, pari a 300 euro per il nucleo. Infine, nel caso di un unico percettore di reddito da 30.000 euro si passa da un’Irpef lorda di 7.500 euro a 7.200 euro. Anche qui il vantaggio è di 300 euro ma concentrato su un’unica persona.

Vantaggi

Il caso più fortunato è quello di chi vanta un reddito annuale da 50 mila euro lordi annui. E’ lui il contribuente destinato a salire sullo scalino più alto del podio in quanto a quel livello di reddito, con un taglio di tre punti (dal 38 al 35%) rispetto al prelievo attuale, si ottiene il massimo del profitto rispetto agli altri contribuenti, che dovranno accontentarsi di benefici inferiori. In pratica ci sarà un taglio delle tasse da 920 euro all’anno, pari a 76,6 euro mensili. Una sorta di nuovo bonus Renzi da 80 euro. Non si tratta certo di un caso. E’ proprio lo spirito che anima la riforma a voler privilegiare quella classe medio-alta di redditi. E, da questo punto di vista, l’accordo raggiunto dai partiti che sostengono il governo è funzionale a quell’obiettivo. Infatti chi ha un reddito fino a 15 mila euro non sembra essere toccato dalla riforma, visto che il primo scaglione resta al 23%. Dunque il prelievo resterà invariato. Qualche centinaio di euro in più saranno invece a disposizione delle fasce basse visto che la No tax area degli autonomi potrebbe salire, secondo quanto filtra, da 4 mila a 5.500 euro, mentre quella dei pensionati da 8.130 a 8.500 euro. Destinata a rimanere invariata la No tax area dei dipendenti a 8.145 euro. Tuttavia, come detto, i vantaggi maggiori pioveranno sui redditi medio-alti. In linea generale, al vertice ci sarà il nostro contribuente collocato a 50 mila euro di reddito che incasserà appunto un risparmio da 920 euro. Sotto quella soglia di reddito i risparmi saranno inferiori e crescenti; sopra saranno inferiori e decrescenti fino a stabilizzarsi a 270 euro a partire da 75 mila euro di reddito imponibile lordo in poi.

Le simulazioni

Simulazioni alla mano, la fascia di reddito tra i 15 e i 20 mila euro (5,8 milioni di contribuenti) incasserà circa 300 milioni di tagli di Irpef, una cifra che sale 1,8 miliardi nella fascia di reddito compresa tra 26 e 35 mila contribuenti (5,3 milioni di soggetti). In termini assoluti, sarà la platea tra 35 e 75 mila euro (4,1 milioni di contribuenti) a dividersi la fetta più grande del taglio Irpef: 2,5 miliardi di euro. Sull’intera operazione, tuttavia, pesa l’incognita delle detrazioni. Stimare con esattezza il risparmio dal taglio delle aliquote Irpef deciso da governo e maggioranza è complicato in quanto il Mef non ha ancora messo sul tavolo il riordino di questo dossier. Occorre infatti ricordare che le aliquote determinano solamente il 40% dell’effetto redistributivo; il rimanente 60% è spiegato dalle detrazioni per lavoro e famiglia. Tanto che, per ipotesi, l’azzeramento di tutte le detrazioni per tipologia di reddito comporterebbe un aumento del gettito di imposta di circa 36 miliardi di euro. La sostituzione del bonus Irpef implicherebbe invece un risparmio per le casse erariali di circa 16 miliardi di euro. In totale si libererebbero quindi 52 miliardi. Le detrazioni sono uno dei pilastri del sistema fiscale e, nell’intenzione del governo, la loro revisione dovrebbe servire a garantire una progressività più morbida degli scaglioni. Il loro disegno sarà determinante nell’orientare il carico fiscale sui contribuenti.

35 Comments

    • La vergogna è questa, tolgono il bonus Conte di 100euro e riducono l’irpef. Ho fatto 2 calcoli e io vado a perdere…Draghi è uno schifoso!!!

  1. Certo. I richi sempre più richi , i poveri possono morire di fame. Solita stronzata italiana. Grazie di nuovo signori del governo

    • Poco più di un quinto dei contribuenti (21,18%) con redditi oltre 29mila euro lordi corrisponde il 71,64% dell’intera Irpef ovvero coloro che essendo dipendenti non hanno alcuna possibilità di evadere, quindi il 78,82% dei contribuenti con redditi fino a 29 mila euro corrisponda solo il 28,36%. ovvero un’imposta neppure sufficiente a coprire la spesa per le principali funzioni di welfare.. Da questo si deduce che il vero problema è evitare di tartassare ulteriormente chi già paga e fare una seria lotta all’evasione fiscale. Un esempio l’avevo sotto casa: lui professionista con 10 dipendenti dichiarava 15.000 euro annui ma ha porsche, casa al lago, baita in montagna e yacht al mare, un suo dipendente con 25.000 euro percepiti di stipendio gira in panda e vive in affitto. Chi dichiara 70.000 euro annui (scarsi 3.000 euro netti al mese) ha un bel stipendio sicuramente, sufficiente a vivere sereno ma lungi dall’essere ricco. A mio parere andrebbe anche riconsiderata la paga minima oraria nazionale perchè lavorare per 3/4 euro netti all’ora è un insulto alla dignità umana.

  2. Cari Ragazzi , che dire ????, la prima fascia quella dei mille euro al mese niente , sui millecinquecento avranno 150/200 euro e le restanti fasce godranno appieno della riforma……dalla padella alla brace

  3. Ai sindacati e d al governo vorrei solo ricordare che un tempo i figli degli impiegati pubblici erano considerati i cosiddetti “Figli di papà”, oggi sono diventati i nuovi poveri che a stento arrivano a fine mese. Ed è una cosa veramente vergognosa. Sapere di dover lavorare una vita per poi percepire una pensione da fame, ed i sindacati stanno a guardare. Figli e figliastri nello stesso ministero. Non viene riqualificato il personale in servizio da decenni, con esperienza acquisita con enormi sacrifici, e viene assunto personale con concorsi o addirittura assorbiti da altri enti. Ed il personale in servizio? Sindacalisti che rappresentate i lavoratori battete i pugni una volta e per sempre, non ci svendete ancora come in passato. MAGGIORE TUTELA PER I LAVORATORI E MENO COMPROMESSI CON I GOVERNANTI SAZI E BEN TUTELATI DALLE LORO LEGGINE PER GARANTIRSI UNA VECCHIAIA NELL’ AGIATEZZA. CON UN NA LEGISLATURA SI GARANTISCONO ALMENO DUEMILA EURO AL MESE, IL LAVORATORE DOPO TRENTACINQUE ANNI È GIÀ TANTO SE ARRIVA A MILLE EURO…TRAETE LE CONCLUSIONI E FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA…

    • hai ragione appieno in citta’ come Milano un dipendente con 1600 euro al mese netti fa la fame o arriva solo a fine mese nulla di piu’ …………stai benino dai 2.000 euro netti in su quando li avrai che ormai l’anzianita’ ecc non e’ considerata per nulla …….io lavoro dal 2001 ancora non arrivo a 2.000 netti…i sindacati non fanno mai nulla …

  4. Qualcosa non torna, i richi prendono di più e i poveri non hanno neanche un aumento appropriato per gli aumenti dei alimenti di prima necessità.
    Dovevano fare di più per le fasce con reddito basso.
    Quelle persone che sono la maggioranza degli italiani che portano avanti la piccola economia.
    Quindi si avrà un aumento nelle vendite di nicchia.

  5. Ma i conti sapete fare o no? Sono un pensionato con una pensione di oltre 90.000 euro e la perdita secca con la nuova IRPEF è di circa 300 euro netti l’anno. Alla faccia della riduzione delle tasse! E in ogni caso sono nulli i vantaggi per i redditi bassi e medi.

  6. Sono dieci anni che i pensionati non prendono un centesimo di perequazione. Ora con quest riforma fiscale caricaturale la,stragrande maggioranza di loro che è co presa tra i 15.000 e i 25.000 euro prenderanno ina elemosina mentre quelli che stanno meglio prenderanno aumenti consistenti. A mio modesto avviso dovrebbero applicare uno scardinamento del genere sino a 10.000 euro, zero tasse. Da 15.000 a 25.000 euro il 23%. Da 25.000 a 35.000, il 33%, da 35.000 a 50.000 il 38%, da 50.000 in poi 43%. Infine, tagliare stipendi e vitalizi a tutti i parlamentari pagandoli con cifre più terrene e non scandalose come le attuali, davvero vergognose.

  7. Chi ha uno stipendio da 1100 euro con il bonus prendeva 1200 ora perde il bonus e a fine anno con l Irpef recupera 3/4 cento euro al massimo quindi con questa bella riforma avremo un reddito anno inferiore di circa 800 euro.contenti i partiti, scontento il popolo

  8. Complimenti al robin hood Draghi che pensa bene di eliminare il bonus di 100€ per le fasce più basse per far risparmiare soldi a chi sta già bene (dai 29k in su). Una vera riforma volta ad aiutare i poveri ricchi alla faccia di chi percepisce stipendi ridicoli e arriva coi conti giusti a fine mese.
    Complimenti a quel gran voltagabbana e doppiogiochista di Renzi che ha fatto cadere il governo Conte, molto più vicino alle fasce fragili, per farci avere sto Draghi vicino a banchieri e ricconi

    • Esatto! Part time con 16 000 € all anno, in una botta sola ho perso 100 € del dl e le detrazioni dei bambini per la farsa della assegno unico familiare ( fatto a posta per le coppie dei liberi professionista, avvocati, commercialisti ecc) dove dentro c è tutto e invece non c’è niente o quasi!

  9. Ma come è possibile che chi sfortunatamente ha un reddito basso che praticamente è la quasi maggioranza non prende niente e chi ha come il signore prende un reddito di €90.000 si lamenta pure di perdere €300 netti…. Pensare prima di procedere…

  10. Il caro draghi ci togli il Cuneo fiscale da 100 euro, che in busta paga s sentiva e invece ora che fa c’è lo toglie. Poi c vuole dare il contentino con il 2%in meno sulla tassazione della nostra paga che nn arriva nemmeno a trenta euro in più, una bella manovra devo dire e di più gli aumenti dei beni primari, ma dov’è caxxo vogliamo arrivare. Ma a questo k la chiamato è nn era meglio ilsgn Conte come presidente.!

  11. Il signore che guadagna 90.000 euro si deve vergognare nel lamentarsi per i 300 euro l’anno neanche un caffè al giorno,sta prendendo in giro la gente.

    • Ma come li fai i conti? Fino ai primi 50000 guadagno 920€ poi da 50 a 75 perdi qualcosa, ma nel complesso ci guadagni

  12. E quindi la riforma fiscale viene SOVVENZIONATA dai redditi che vanno da 15.000 a 28.000 che si vedranno togliere il bonus ex Renzi ovvero 1200 euro l’anno contro un risparmio di soli 2 punti percentuale di Irpef…. che neppure ci accorderemo che verranno calcolati. Qui non si fa altro che parlare di Covid, di vaccini… e vengono pubblicizzati BEN 7 miliardi per questa manovra eccezionale.. Ma che faranno fuori il bonus Renzi …niente silenzio assoluto, nessuno ne parla…
    E i sindacati dove c… sono… Ma due conti con la calcolatrice non li fa nessuno? Stiamo tutti qui a preoccuparci di non finire in terapia intensiva mentre piano piano ci tolgono sempre di più….

  13. mentre gli Italiani stanno a scannarsi tra sivax e novax, si sono fatti la riforma a misura loro.
    Toglie il bonus 100 e ti riduce l’irpef del 2%, in pratica una pagliacciata. Pensare che in giro leggi articoli che aprono con: “Gennaio 22, buste paghe più pesanti”…….ma dove? eppoi ci sarà da ridere a marzo con il bonus unico.

  14. Assurdo..
    per me che ho un’imponibile fiscale di 21k mi tolgono il bonus renzi e mi sbatacchiano sulla faccia il 2% di riduzione irpef.
    Passo da 1600 euro al mese netti a 1520-1530.. a fatica metto da parte 2 soldi ogni mese tra affitto, auto, cibo e spese extra non previste e mi tolgono altri soldi!
    Bastardi maledetti come godo se saltate tutti di culo all’aria prima o poi! Ti mangiano anche l’anima!

  15. Io ho perso 100 euro e ne ho guadagnate 20 con riduzione Irpef e come me tutti coloro che stanno tra 15 e 28 Milà euro di reddito annuale, Cioè la stragrande maggioranza della popolazione italiana.
    80 euro in meno al mese e neanche 1 sciopero al riguardo, nessuna contestazione.
    Vergogna vergogna vergogna.

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