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Cartelle esattoriali: 5 anni per riscuoterle. Pronta la svolta

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Il progetto era nell’aria da tempo, ma solo adesso sta prendendo veramente corpo. Si lavora a una nuova riforma della riscossione, la terza in 22 anni, che darà allo Stato fino a cinque anni di tempo per riscuotere le cartelle esattoriali. Dopodiché queste ultime finiranno nel cestino. 

I crediti da recuperare

Il flop della riscossione è ormai evidente. Facciamo due calcoli: ci sono tra multe, contributi e imposte, circa 183 milioni di ruoli da incassare per quasi mille miliardi di euro di crediti non riscossi. Una larga parte, l’ottanta per cento, si riferisce al periodo 2000-2015, quindi con il limite dei 5 anni oggi sarebbe già “storia vecchia”. Si attende a questo punto di conoscere le linee generali della nuova riforma della riscossione che il ministro dell’Economia Daniele Franco presto sottoporrà all’attenzione del Parlamento, nell’ambito di una relazione che indicherà i criteri per procedere alla revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi. 

Il meccanismo

Se la riscossione in Italia non funziona è a anche per l’effetto combinato di norme a volte eccessivamente garantiste a tutela dei contribuenti e di altre che invece impongono all’amministrazione di perseguire tutti i crediti, magari anche per anni e pure per incassi di piccola portata, senza una logica di convenienza finanziaria. L’obiettivo adesso è di pianificare meglio l’attività di riscossione e di ottimizzarla in relazione ai mezzi a disposizione. Come? Imponendo all’agente della riscossione il termine dei 5 anni per l’incasso. Ossia 60 mesi di tempo, a decorrere della consegna nelle mani del fisco della pretesa esattoriale da parte dell’ente impositore. Trascorsi 5 anni la cartella esattoriale verrà cancellata. 

La mossa del governo

Nel frattempo, con l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sostegni, è partito il conto alla rovescia per fissare (tramite decreto attuativo) le regole per lo stralcio di tutti i ruoli affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e di importo fino a 5 mila euro. Un condono non alla portata di tutti. Potranno beneficiare della pace fiscale i cittadini che hanno percepito, nell’anno d’imposta 2019, un reddito imponibile fino a 30 mila euro e le partite Iva con un reddito imponibile sempre fino a 30 mila euro.

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