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Carta del docente, la beffa dei trasporti

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Nel 2026 viaggiare costa meno se sei un docente? In teoria sì, ma nella pratica le cose non stanno proprio così. La Carta del docente, del valore di 383 euro, quest’anno può essere utilizzata, oltre che per acquistare libri, corsi, hardware, software e biglietti per musei, teatro e cinema, anche per pagare i servizi di trasporto, aerei esclusi. O così almeno prevede la misura. In realtà, però, al momento non è ancora possibile generare con la Carta del docente voucher per viaggiare con Trenitalia: la compagnia, infatti, non risulta accreditata sulla piattaforma dedicata al bonus. Attiva dal 9 marzo 2026, la Carta del docente per l’anno accademico 2025/2026 vanta ora una platea complessiva di beneficiari che supera il milione di insegnanti (sono oltre 253.000 in più rispetto alla configurazione originaria della misura). Il bonus potrà essere speso entro l’anno scolastico 2026/27. La durata biennale del bonus riguarda anche i docenti a tempo determinato, che al pari degli altri potranno usufruire dei 383 euro fino al 31 agosto 2027, mentre per i docenti che andranno in pensione a settembre  la data ultima entro cui spendere la somma ricevuta è fissata al 31 agosto del 2026. 

La beffa

Protestano i docenti sui social per la mancata adesione da parte di Trenitalia alla Carta del docente. In molti raccontano di aver contattato il servizio clienti di Trenitalia per ricevere un chiarimento. E a tanti di loro è stato fatto presente che al momento possono beneficiare soltanto dellofferta Welfare Plus. L’oofferta, riservata a docenti, Ata e dipendenti dei ministeri, prevede una scontistica del 10% sull’acquisto di biglietti per viaggi privati in treno ( lo sconto è applicabile a un numero massimo di 6 accompagnatori). Da quest’anno, inoltre, è possibile acquistare con la Carta del docente anche una chitarra, una pianola e altri strumenti musicali. L’acquisto di hardware e software, invece, è consentito esclusivamente in occasione della prima erogazione e, successivamente, con cadenza quadriennale. Non rientrano nella lista dei beni acquistabili cellulari, stampanti e toner. In compenso, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha previsto un investimento aggiuntivo di 281 milioni di euro con cui le scuole potranno dotarsi di tablet, pc e dispositivi digitali e assegnare tali strumenti in comodato d’uso agli insegnanti.

Il contratto

Intanto oggi è attesa la firma sulla parte economica del contratto del comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2025-2027. Raggiunta l’intesa sugli aumenti di stipendio, la trattativa si sposterà sulla parte normativa del ccnl. Nel comparto lavorano 1,3 milioni di persone, oltre un terzo del totale dei dipendenti pubblici. C’è in ballo un aumento medio lordo mensile di 143 euro per i prof della scuola, che nel caso dei docenti farebbe salire la somma degli incrementi legati agli ultimi rinnovi contrattuali a 412 euro. Nella scuola gli incrementi riservati ai docenti oscilleranno tra 110,16 e 185,38 euro. Nelle università è previsto un incremento della retribuzione tabellare di 150,73 euro lordi al mese per le elevate professionalità, di 133,98 euro per i funzionari, di 117,45 euro per i collaboratori e di 111,92 euro per gli operatori. Negli enti di ricerca sono attesi gli incrementi mensili più significativi. Un dirigente tecnologo con almeno 30 anni di servizio beneficerà di uno scatto di 463,35 euro al mese. Quanto agli arretrati, sono compresi in una forchetta che va da 812 euro (scuola) a 1.253 euro (enti di ricerca). 

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