Cambia l’Isee. Da oggi è possibile richiedere l’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo dell’Indicatore della situazione economica equivalente. Con un decreto direttoriale del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è stato approvato il modello aggiornato della Dichiarazione sostitutiva unica per rimuovere dall’Isee i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali, inclusi quelli trasferiti allo Stato, e i libretti di risparmio postale per un importo non superiore a 50 mila euro. Il decreto della presidenza del Consiglio che attua la norma prevista dalla manovra 2024, approvato a gennaio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale a metà febbraio, era entrato in vigore il 5 marzo scorso.
Rapporti cointestati? Ecco cosa fare
Il modello aggiornato della Dichiarazione sostitutiva unica approvato dal ministero del Lavoro recepisce la novità normativa che prevede l’esclusione dei titoli di Stato nel quadro FC2. In caso di rapporti finanziari che includono investimenti in Btp, ma che risultano cointestati al 50% con una persona al di fuori del nucleo, sarà possibile richiedere l’esclusione solo per metà dell’importo impegnato. Per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, le Dsu già presentate nell’anno in corso restano valide fino alla naturale scadenza. Chi considera conveniente richiedere una nuova attestazione Isee, escludendo dal calcolo gli investimenti in Btp, dovrà presentare una nuova Dsu.
Tre milioni di Isee da ricalcolare
Su circa sette milioni di Isee rilasciati nel 2025, i Caf stimano che almeno il 40% contenga importi soggetti a revisione, per un totale di circa 2-3 milioni di attestazioni da ricalcolare. Oggi sono diverse le prestazioni di welfare concesse sulla base del valore Isee. Il nuovo bonus bollette da 200 euro è riservato per esempio a tutte le famiglie con un indicatore della situazione economica equivalente entro la soglia dei 25.000 euro. Anche gli importi dell’Assegno unico per i figli e del bonus nido variano a seconda del valore dell’Isee del richiedente.
La seconda pratica è a pagamento
Nei Caf le Dsu successive alla prima inviate dal medesimo nucleo familiare hanno un costo: si spendono tra i 15 e i 25 euro. L’Isee viene utilizzato dal 1998 per valutare la situazione economica delle famiglie. Utilizza una serie di parametri tra cui il reddito, il patrimonio, i componenti della famiglia ed eventuali disabilità di questi ultimi. Il valore finale si ottiene sommando il reddito complessivo della famiglia al 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare. Il valore ottenuto deve essere diviso poi per il parametro della scala di equivalenza.
