PA Magazine

Cambia il portale InPa: procedure di accesso semplificate

3 minuti di lettura

Ideato e voluto dal precedente ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, da novembre il portale pubblico del reclutamento, InPa, è diventato obbligatorio per tutte le Pubbliche amministrazioni. Ma che ne sarà del cosiddetto LinkedIn di Stato nell’era del nuovo ministro Paolo Zangrillo? Le prime notizie da palazzo Vidoni sembrano portare a un potenziamento del portale e una sua semplificazione. 

Il portale

Diventato il punto di riferimento per chi cerca un lavoro pubblico, da questo mese InPa è la piattaforma attraverso cui le pubbliche amministrazioni devono obbligatoriamente passare per la pubblicazione dei bandi (a partire dal prossimo anno soppianterà anche la pubblicazione in Gazzetta ufficiale). Allo stesso modo, chiunque intenda iscriversi a un concorso pubblico, o a un bando di mobilità tra amministrazioni per statali, può farlo ora solo attraverso la candidatura su InPa. A cui si accede, ricordiamo, con Spid, Cns e Cie. Dopodiché bisogna inserire manualmente ogni singolo dettaglio del proprio curriculum, seguendo una procedura non proprio snella. Ad avere l’obbligo di pubblicazione dei bandi su InPa non sono solo le amministrazioni centrali ma anche Regioni ed enti locali. 

La visione del ministro

Gli occhi sono puntati su cosa farà il neo ministro Paolo Zangrillo. Al momento Zangrillo sta organizzando i suoi uffici e su Inpa è stato da subito abbastanza netto nell’affermare di volerlo mantenere e implementare. In un’intervista rilasciata a pochi giorni dalla nomina, parlando del portale del reclutamento, ha detto: «Durante il passaggio di consegne con Renato Brunetta, mi hanno presentato il portale digitale per l’inserimento delle persone della Pa, che pochi conoscono. Dobbiamo essere bravi a comunicarlo. Lo faremo in modo smart». E ancora. «Penso che dobbiamo da un lato procedere alla modernizzazione della pubblica amministrazione con strumenti tecnologici» e dall’altro «dobbiamo semplificare. La Pa è contrassegnata da una complessità che cade sui nostri utenti, cittadini e imprese». 

Gli obiettivi

Ed ecco quello che, appunto, sembra essere – secondo quanto si evince da fonti ministeriali – l’obiettivo del nuovo ministro per quanto riguarda il LinkedIn di Stato: proseguire il lavoro iniziato da Brunetta, non solo lasciando in piedi InPa ma potenziandola, rendendone più semplice l’accesso e la sua compilazione, non solo per gli utenti, ma anche per le amministrazioni pubbliche, visto che da ora in avanti è obbligatoria anche per realtà meno strutturate, come Regioni ed enti locali. Proprio in quest’ottica il ministero della Funzione pubblica sarà presente a fine novembre all’assemblea dell’Anci a Bergamo con un desk specifico su InPa, che servirà proprio come punto di contatto con gli enti locali per presentare le potenzialità del portale e confrontarsi sulle potenzialità di sviluppo e miglioramento.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da