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Cambia ancora la NASpI: stop all’assegno al primo lavoro rifiutato. Ma si potrà fare ricorso

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Cambia ancora la NASpI. I disoccupati che ricevono l’indennità perderanno l’assegno alla prima offerta di lavoro congrua rifiutata. La svolta è contenuta nel nuovo decreto per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro approvato dal Consiglio dei ministri alla fine di ottobre. Non solo. I beneficiari di NASpI, DIS-COLL e ISCRO dovranno procedere con la sottoscrizione del curriculum vitae digitale e del Patto di attivazione digitale entro 15 giorni dall’iscrizione d’ufficio al portale Siisl per la ricerca del lavoro. I ritardatari subiranno un taglio del 25 per cento sulla prima mensilità dell’assegno. Prevista la decadenza totale dal beneficio in caso di ulteriori inadempienze.

Cosa si intende per offerta di lavoro congrua?

Il provvedimento rivede le regole in merito ai principali sussidi di disoccupazione (Naspi, Dis-Coll e Iscro) facendo riferimento alle offerte di lavoro che arrivano dalla piattaforma digitale del ministero del Lavoro, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl), e individuando i criteri sulla base del quale potranno essere definite congrue. Il beneficiario degli aiuti economici mensili che rifiuta anche una sola offerta di lavoro considerata idonea non riceverà più l’indennità di disoccupazione. Un’offerta idonea, per essere tale, deve rispettare le seguenti condizioni: l’azienda deve operare nello stesso settore o in un settore affine a quello dell’ultimo impiego del disoccupato; la posizione lavorativa deve riguardare attività equivalenti a quelle svolte in precedenza; il salario offerto deve essere uguale o superiore a quello dell’ultimo lavoro; la sede di lavoro si deve trovare nel Comune di residenza del disoccupato oppure a una distanza di 20 chilometri al massimo dall’ultima sede di lavoro del beneficiario della prestazione.

Quali offerte si possono rifiutare? 

In caso di offerte non particolarmente convenienti sono consentiti due rifiuti, ma al terzo vengono comunque sospese le erogazioni. Le offerte considerate meno convenienti sono quelle che propongono un ruolo coerente con il titolo di studio, ma con uno stipendio inferiore (di non oltre il 10 per cento) rispetto all’ultimo stipendio percepito e con una sede di lavoro distante più di venti chilometri (ma non oltre i cinquanta) dal luogo dell’ultima occupazione.

Si può fare ricorso in caso di perdita del beneficio? 

Chi decade dal beneficio per aver rifiutato un’offerta potrà fare ricorso. Per riavere indietro l’assegno il disoccupato dovrà dimostrare di aver rifiutato l’offerta di lavoro per un giustificato motivo. Le difficoltà familiari, i problemi di salute, l’incompatibilità con la propria situazione familiare e la mancanza di mezzi per raggiungere il luogo di lavoro rientrano tra i motivi che possono giustificare un rifiuto. Se il ricorso viene respinto allora il beneficiario dovrà attendere almeno due mesi prima di poter fare una nuova domanda per accedere a prestazioni di sostegno al reddito.

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