Il decreto sul Pnrr atteso domani sul tavolo del Consiglio dei ministri contiene un nuovo pacchetto di semplificazioni che punta a migliorare la vita dei cittadini e il loro rapporto con la Pa. Stop all’obbligo di rinnovo della carta di identità per gli over 70, la tessera elettorale diventerà digitale e non sarà più necessario richiedere la dichiarazione Isee per ricevere i contributi dello Stato. «Giovedì in Consiglio dei ministri porteremo un decreto che conterrà nuove semplificazioni dopo le 400 che abbiamo già completato», ha annunciato ieri in un’intervista a Tg2 Post il ministro della Pa, Paolo Zangrillo. «Novità riguardano le carte di identità degli ultrasettantenni – ha spiegato il titolare della Funzione pubblica – la cui durata diventerà illimitata».
Tessera elettorale e Isee
Un’altra semplificazione in arrivo interessa la tessera elettorale. «Non ci sarà più bisogno della tessera cartacea perché ne avremo una digitale, pertanto non sarà più necessario recarsi in Comune quando si cambia residenza per ottenerne una nuova», ha sottolineato Zangrillo. In particolare, viene previsto che l’Anagrafe nazionale della popolazione residente renda disponibile la tessera elettorale ai cittadini iscritti, consentendone il rilascio in formato digitale sulla base dei dati anagrafici integrati. Infine, ci sono cambiamenti in vista anche per quanto riguarda l’Isee. «Al centro di un’altra importante semplificazione – ha continuato il ministro – c’è la dichiarazione dell’Isee: siccome il livello di Isee è già contenuto nei dati in possesso della Pubblica amministrazione, le agevolazioni potranno essere ottenute senza bisogno di rivolgersi all’Inps o a un Caf per avere un Isee aggiornato». Scuole, università, Comuni e tutte le altre Pa che riconoscono sconti e bonus in base all’indicatore dovranno acquisire d’ufficio i dati strettamente necessari alla concessione delle prestazioni sociali agevolate. Questa semplificazione è una di quelle che potrebbe incidere di più sulla vita di tutti i giorni delle persone.
Sono state semplificate 400 procedure
Finora sono state completate oltre 250 semplificazioni a favore delle imprese. Sono invece un’ottantina le semplificazioni messe in atto per rendere più facile la vita ai cittadini. Le restanti impattano sia sulle persone fisiche che sulle aziende. Sul portale «Italia Semplice» ognuno può scoprire le nuove procedure che lo interessano: il sito raccoglie e organizza le procedure già semplificate dall’avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza, spiegando in modo operativo che cosa è cambiato, con percorsi suddivisi per settore. Per esempio, è grazie alle semplificazioni realizzate fin qui se oggi i cittadini hanno la possibilità di caricare sull’app IO la versione digitale della Patente di guida, della Tessera sanitaria e della Carta europea della disabilità. Anche il servizio Pago in Rete tramite cui si effettuano online i pagamenti delle tasse scolastiche è figlio di questo percorso.
Fisco amico
Sul fronte dei servizi giudiziari, dal 1° marzo 2023 è obbligatorio il deposito digitale degli atti e dei documenti prodotti dal pubblico ministero, di tutti i provvedimenti del giudice e dei verbali di udienza. Per quanto concerne i servizi tributari, sono state semplificate le modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi, estendendo il modello di dichiarazione dei redditi semplificato delle persone fisiche a tutti i contribuenti non titolari di partita Iva, anche qualora sia presente un sostituto di imposta. È stata introdotta una modalità precompilata della dichiarazione dei redditi per i lavoratori dipendenti e pensionati, grazie alla quale l’Agenzia delle Entrate rende disponibili al contribuente, all’interno di un’apposita sezione del suo sito web, le informazioni in proprio possesso, che possono essere confermate o modificate dal contribuente. A partire dal 2024 il modello precompilato della dichiarazione dei redditi è stato esteso anche alle persone fisiche titolari di redditi differenti da quelli di lavoro dipendente e assimilati, compresi i titolari di partita Iva, tra i quali rientrano i titolari di reddito di lavoro autonomo e d’impresa.
