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Bonus nuovi nati al via: 120 giorni di tempo per richiedere i mille euro una tantum

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Torna il bonus nuovi nati. I mille euro una tantum saranno erogati anche quest’anno per i figli nati o adottati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre del 2026. Il contributo è destinato ai nuclei con un Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione con un valore non superiore a 40 mila euro. Questa nuova tipologia di Isee, introdotta con l’ultima manovra finanziaria, si basa su un metodo di calcolo più favorevole per le famiglie numerose. Gli importi dell’assegno unico e universale per i figli vengono infatti scomputati dal calcolo dell’indicatore. Risultato? Da quest’anno l’Isee delle famiglie con figli si abbassa. Di conseguenza, la platea dei beneficiari del bonus nuovi nati 2026, a parità di nascite, risulterà più ampia rispetto all’anno scorso. Con i soldi del bonus, erogati dall’Inps in un’unica soluzione sull’Iban del beneficiario, si possono acquistare pannolini, vestiti e altro materiale per la prima infanzia. Si possono pagare anche le bollette dell’abitazione in cui risiede il nuovo nato. Non è ammesso invece, l’acquisto di beni voluttuari. Insomma, con i mille euro una tantum non si possono comprare giocattoli.

Per fare domanda ci sono 120 giorni di tempo

Il bonus nuovi nati viene erogato solo su richiesta. La domanda va inoltrata da uno dei due genitori per via telematica. Basta collegarsi al portale web dell’Inps, autenticandosi con le credenziali digitali, o all’app Inps mobile. Altrimenti si può contattare il contact center dell’Inps per chiedere aiuto o rivolgersi all’istituto di patronato più vicino. Ma quando va presentata la richiesta? Entro 120 giorni dall’evento (nascita, adozione, affidamento preadottivo). Superato questo termine decade il diritto al beneficio. L’Inps accoglie le domande in ordine di arrivo, fino a esaurimento fondi.

Nascite ancora al palo

La misura, pensata per agevolare le famiglie che vogliono adottare o mettere al mondo un bambino, non sembra aver avuto però un impatto sulle nascite, almeno per il momento. Nel 2025, ha rilevato l’Istat, le nascite sono state 355 mila, toccando un nuovo minimo storico, con una diminuzione del 3,9% sul 2024. I decessi sono stati 652 mila, in calo dello 0,2%. Il saldo naturale (ovvero la differenza tra nascite e decessi) è perciò ampiamente negativo (risulta pari a circa -296mila unità) ed è peggiorato rispetto al 2024 (-283mila). Il calo demografico nel 2025 è stato tuttavia compensato dall’immigrazione. Il numero delle persone residenti in Italia al 1° gennaio del 2026, 58,943 milioni, è stabile rispetto al 2025.

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