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Bollette, ecco come e quando verrà erogato il bonus da 200 euro

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Una dote di 6,5 miliardi per sostenere lavoratori e pensionati alle prese col caro vita. Ecco il bonus da 200 euro una tantum inserito nel decreto aiuti. Ne beneficeranno circa 30 milioni di italiani, spetterà a lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi. E sarà percepito anche dai 2,5 milioni di cittadini che ricevono il Reddito di cittadinanza, dalle colf e badanti, da chi percepisce l’assegno sociale, dai disoccupati che incassano la Naspi e la Dis-coll e, dunque, anche dai prepensionati. Il meccanismo è molto semplice: il governo ha fissato in 35 mila euro il limite di reddito annuo per l’erogazione. Sopra questa cifra, ovviamente, niente 200 euro. Chi percepisce l’aiuto e poi si scopre che non ne aveva diritto perché ha superato la soglia di reddito, sarà chiamato a restituirlo e la parte eccedente i 60 euro potrà essere rimborsata a rate. Il provvedimento, ha spiegato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, verrà finanziato senza ricorrere a nuovo deficit (scostamento di bilancio) ma con l’aumento della tassa sugli extra profitti delle imprese energetiche, che passa dal 10 al 25%. La domanda, a questo punto, è: quando arriva il bonus?

I tempi

Il bonus sarà pagato a luglio per i lavoratori dipendenti, pensionati, percettori del Reddito di cittadinanza, disoccupati e colf. Essendo un una tantum sarà versato in una volta sola. Per i dipendenti l’importo sarà anticipato dai datori di lavoro, portandolo poi a compensazione al primo pagamento utile di tasse o contributi. Per quanto riguarda i pensionati, ma anche i percettori del Reddito e le Colf, la somma sarà erogata direttamente dall’Inps, sempre negli assegni di luglio. Uno dei nodi da sciogliere riguarda gli autonomi.  Il bonus è previsto anche per le partite Iva, anche se ancora non sono state chiarite le modalità con cui sarà erogato. L’ultima bozza di decreto rinvia a un provvedimento attuativo del ministero dell’Economia la definizione delle modalità di pagamento.

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I nodi

Tra i rebus in campo c’è la possibile beffa per chi rischia di restare tagliato fuori anche se con redditi molto inferiori ai 35mila euro. È il caso dei lavoratori stagionali che, per problemi di tempistiche, potrebbero essere esclusi dal bonus. Anche se il governo nell’ultimo consiglio dei ministri avrebbe deciso l’estensione anche a loro. Una delle ragioni per cui si è deciso di pagare a luglio il bonus è anche per aspettare la contrattualizzazione degli stagionali. Questo mini-taglio una tantum del cuneo fiscale allontana, almeno per il momento, l’altra opzione sul tavolo del governo,  quella cioè di un intervento per rafforzare lo sconto contributivo di 0,8 punti (solo lato lavoratori) introdotto con l’ultima manovra per redditi fino a 35mila euro e valido per il solo 2022. A pesare sulla scelta finale dell’una tantum, simulazione dopo simulazione, è stato l’impatto effettivo sulle retribuzioni, con l’obiettivo del governo di non replicare la situazione venutasi a creare con le misure previste con la scorsa legge di Bilancio, dove il mix di decontribuzione dello 0,8 e taglio a Irpef non ha prodotto effetti significativi sulle buste paga, peraltro premiando le fasce reddituali medio alte (sopra i 35mila euro).

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Tra le novità del decreto c’è anche un bonus di massimo 60 euro per gli abbonati ai mezzi pubblici, per lavoratori ma anche studenti con un reddito che non supera i 35mila euro.  Insomma, la decisione del governo è quella di utilizzare sempre la stessa soglia di reddito per discriminare chi ha diritto all’aiuto e chi invece no. L’ultima domanda è se queste misure che sono una tantum, saranno poi confermate in futuro. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato che il governo in caso di peggioramento della situazione è pronto a stanziare nuove risorse e fare tutto ciò che è necessario. Una sorta di whatever it takes contro il caro-energia.

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