Assegno unico per i figli in pagamento alla fine di questa settimana, ma per circa 100mila nuclei in ritardo con il rinnovo dell’Isee sono attesi questo mese tagli al beneficio. Chi a febbraio riceveva importi superiori alla quota minima in virtù di un indicatore economico basso, o medio basso, era tenuto a comunicare all’Inps, entro il 29 febbraio, l’Isee aggiornato. Chi non si è mosso per tempo a marzo tornerà all’assegno minimo, pari quest’anno a 57 euro. La buona notizia è che, fino a giugno, sarà comunque possibile recuperare gli importi non percepiti nei mesi non coperti dal vecchio Indicatore della situazione economica equivalente.
I ritardatari
L’Auu, adesso che è stato rivalutato, arriva fino a quasi duecento euro per figlio in caso di Isee non superiore a 17.090 euro. La quota minima, che all’inizio corrispondeva a 50 euro, tocca invece quest’anno i 57 euro. Nel 2023, anno di battesimo dell’assegno unico universale, la quota minima andava agli Isee sopra i 40mila euro, mentre adesso spetta sopra quota 45.574 euro. Tornando ai tagli di marzo, chi rinnoverà l’Isee nei prossimi giorni, o comunque prima della fine di marzo, ad aprile tornerà a ricevere, se ne avrà ancora diritto, l’importo percepito a febbraio. C’è tempo, come detto, fino a giugno per recuperare, sotto forma di arretrati, i soldi eventualmente “persi” a marzo, aprile e maggio, per effetto di un Isee scaduto.
Finora sono stati rinnovati oltre sette milioni di Isee, di cui quasi un milione nei primi dieci giorni di marzo. L’anno scorso sono arrivati in tutto all’Inps circa dodici milioni di Isee. Ne mancherebbero quindi all’appello poco più di quattro milioni. I centri di assistenza fiscale restano il canale privilegiato dagli italiani che devono aggiornare l’indicatore economico: l’80 per cento dei nuovi Isee proviene infatti proprio dai Caf. Cresce tuttavia il numero delle persone che sbriga la pratica in autonomia attraverso il portale dell’istituto di previdenza.
Altri bonus
Sempre in tema di aiuti e prestazioni universali, oggi è atteso in Consiglio dei ministri il testo sul nuovo bonus anziani. Vale 850 euro, sarà cumulabile con l’assegno di accompagnamento, attualmente pari a 530 euro, e dal 2025 raggiungerà, stando alle previsioni, più di venticinquemila anziani ultraottantenni non autosufficienti, con un livello di bisogno assistenziale elevato e un Isee inferiore a seimila euro. L’aiuto verrà sperimentato per due anni e assorbirà risorse per 500 milioni di euro.
