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Assegno unico, ecco come cambierà il calcolo dell’Isee

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Potrebbero cambiare a breve gli importi versati per l’assegno unico universale ai genitori con figli. Oggi in molti infatti devono accontentarsi della quota minima, 50 euro per minore, a causa di un’idee sopra la soglia dei 40mila euro: particolarmente penalizzati i proprietari di immobile. Il peso della casa sull’Indicatore della situazione equivalente sarebbe eccessivo. L’idea, che piace a Cinquestelle e Pd, è di rivedere i parametri di calcolo per diminuire l’impatto della casa sull’Isee. Le risorse stanziate per la misura tuttavia non basterebbero al momento ad aumentare gli importi degli assegni unici universali. Ragion cui per cui la rivoluzione dell’Isse non avverrà comunque prima della prossima legge di Bilancio.

Nuovo Isee

Se di mezzo c’è la necessità di mettere le mani sull’assegno unico per i figli, che dal 1° marzo scorso ha sostituito quasi tutte le forme di sostegno familiare, il possesso di un immobile può diventare un ostacolo. Governo al lavoro per modificare l’attuale impianto Isee: i suoi parametri (oggetto di una riforma profonda nel 2015) sono squilibrati e, dunque, non sono più un indicatore affidabile per fotografare la situazione reddituale delle famiglie italiane. E visto che l’assegno unico viene erogato proprio in base all’Isee, anche questo beneficio non arriva nella giusta misura a tutta la popolazione che ne ha diritto. La critica è arrivata alcuni giorni fa dal leader del Pd, Enrico Letta, che durante gli Stati generali della natalità ha lanciato la proposta di modificare l’indicatore. Idea subito accolta dal viceministro dell’Economia, Laura Castelli, che si è detta pronta a lavorarci.

L’annuncio

L’Isee serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari. Diventa necessario soprattutto quando si intende accedere a una prestazione sociale agevolata. Dall’assegno unico al bonus bebè e per gli asili nido, dal reddito di cittadinanza al bonus energia, passando per l’esenzione dal canone Rai. L’Isee (che mette insieme tutti gli elementi patrimoniali dei nuclei familiari) serve anche per avere il bonus affitti, quello sulla prima casa per i giovani under 36 e le agevolazioni sui mutui. Non solo: è in base all’Isee che si calcola l’esenzione dal ticket sanitario, la riduzione delle tasse universitarie e il costo delle mense scolastiche. Ma è sull’assegno unico che, secondo ampi settori della maggioranza che sostiene il governo, l’Isee genera problemi di equità. «E’ uno strumento che va rivisto in alcuni aspetti, soprattutto se pensiamo all’assegno unico. Con il passare degli anni lo stiamo utilizzando sempre più per far accedere i cittadini a moltissimi servizi. Lavoriamoci per migliorarlo», ha riconosciuto il viceministro dall’Economia, Laura Castelli.

I numeri

Attualmente, con un Isee inferiore a 15mila euro, tre figli minori e genitori lavoratori, l’importo dell’assegno può arrivare a 700 euro al mese (175 euro a figlio più una maggiorazione di 85 euro dal terzo figlio e 30 euro perché i genitori lavorano). Secondo gli esperti, basterebbe rivedere alcuni parametri che concorrono alla formazione del reddito, come le case sfitte o le eredità, che oggi alzano l’Isee facendo scendere l’assegno per le famiglie. Per questa ragione, a Palazzo Chigi, ipotizzano di ridurre il peso del patrimonio immobiliare, che incide per il 20% sulla formazione dell’Isee, anche se occorre ricordare che sotto i 52 mila euro (incrementati di 2.500 euro per ciascun figlio convivente) la casa non conta ai fini Isee. Anche su questo versante si potrebbe intervenire, con un ritocco verso l’alto della franchigia. La presenza di un patrimonio immobiliare, infatti, incide moltissimo. Ad esempio, con una casa di proprietà (rendita catastale di 1.000 euro) e 20 mila euro di patrimonio finanziario, l’assegno unico si riduce al crescere del patrimonio eccedente le franchigie di legge a partire dai 16.200 euro di reddito familiare, mentre senza patrimonio la riduzione partirebbe da 33.600 euro. Ovviamente, fa notare chi sta esaminando questo dossier, una revisione dell’Isee comporterebbe un allargamento della platea, che andrebbe però valutata bene in termini di coperture aggiuntive. Se nel 2022 la spesa complessiva per l’assegno unico sarà di 15,12 miliardi, per gli anni successivi si supereranno i 18 miliardi. Cifra destinata ad aumentare se gli aventi diritto diventassero più numerosi. Attualmente la metà delle famiglie ha richiesto l’assegno unico per i figli: 3,5 milioni di nuclei per 5,8 milioni di figli. La platea potenziale è quasi doppia: 7,3 milioni di famiglie per 11,2 milioni di figli. L’assegno medio per famiglia è di 2.518 euro, l’assegno medio per figlio pari a 1.642 euro. I figli avvan

4 Comments

  1. Io con figlio maggiorenne disabile al 100×100 con accompagno con ISEE di 27000E con l’assegno unico percepisco E 54 mentre con ANF percepivo E158 un grazie a tutti i legislatori di questa boiata di legge.

    • se si agliutano di più’
      su chi ne ha bisogno veramente!! al sud Italia!! perché dove c’è veramente povertà!!! per me conte conosce la realtà!! della situazione’ ha preso una decisione giusta.🖐🏻

  2. Io sono una docente e presento il 730 non avedo isee mi spetta importo minimo però ho 5 figli casa in affitto e mio marito non lavora . Secondo me si poteva usare un altro criterio valutare veramente chi fa sacrifici per crescere i figli

  3. Io prima con due figli fra detrazioni ex Renzi e assegni familiari percepivo circa 450 adesso 350 grazie governo per l’ennesima schifezza a favore dei più ricchi e di chi non dichiara nulla

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