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Assegno unico per i figli e bonus bebè: ecco quanto spende l’Italia per la natalità (e perché ancora non è abbastanza)

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In Italia, nonostante i 60 miliardi di euro assorbiti fin qui dall’Auu, l’assegno unico e universale per i figli, la spesa pubblica a favore della natalità rimane bassa. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica di Milano. «Negli ultimi trent’anni – segnala l’osservatorio – la spesa per le famiglie in Italia è aumentata rispetto al Pil dai 0,74 punti del 1995 agli 1,25 punti del 2021 (22 miliardi di euro, contro i 10 del 1995, al netto dell’inflazione)». Nel 2022 c’è stato un balzo in avanti sostanziale (pari a 5 miliardi) per effetto dell’introduzione dell’Assegno unico e universale per i figli, che ha inglobato e potenziato precedenti sussidi.

Il confronto

La spesa rimane bassa nel confronto con i principali Paesi europei, avverte l’Osservatorio sui conti pubblici. Nel 2022 l’Italia spendeva per la famiglia quanto la Spagna in percentuale al Pil, ma 0,7 punti meno della Francia, 1,1 punti meno della Svezia, quasi due punti meno della Germania e 0,8 punti meno della media europea. La situazione non è destinata a cambiare nel breve termine. Nonostante l’introduzione di nuove misure, come il bonus bebè e la decontribuzione per le madri lavoratrici, il rapporto tra spesa per la natalità e Pil è atteso rimanere stabile fino al 2027.

Tutte le misure in campo

Oggi il calo della natalità è una delle prime cause del cambiamento demografico in corso. In Italia la bassa fecondità e la riduzione del numero di potenziali madri hanno determinato un record negativo di nuovi nati ogni anno dal 2009. In gioco non c’è solo la stabilità dei conti pubblici, ma anche la crescita economica del Paese. La spesa per la natalità finanzia, oltre all’Auu, il congedo parentale, il bonus asili nido, la decontribuzione per le lavoratrici madri con più figli e il bonus per i nuovi nati. La spesa complessiva per gli interventi sopracitati è aumentata a prezzi costanti di 8 miliardi in tre anni, passando dagli 11 miliardi del 2021 a 19 miliardi nel 2024, indica l’osservatorio.

L’effetto degli incentivi sulle nascite

Riguardo all’effetto degli incentivi sulle nascite prevale l’incertezza. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, l’Auu ha aumentato i benefici per circa tre quarti delle famiglie raggiunte, con un impatto maggiore sui redditi più bassi. La misura è risultata efficace dal punto di vista redistributivo, afferma l’Upb. Tuttavia, non è semplice valutare l’effettivo impatto dell’Auu e degli altri incentivi sulla natalità. «La letteratura economica – spiega l’Osservatorio sui conti pubblici – suggerisce che un aumento di un punto percentuale della spesa pubblica per la famiglia rispetto al Pil possa aumentare il tasso di fertilità tra 0,25 e 0,3 punti, mentre altri studi stimano elasticità più basse».

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