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Caregiver, nuove regole per il congedo straordinario

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Oggi il congedo straordinario biennale retribuito per i caregiver, ovvero per i lavoratori dipendenti che assistono parenti disabili in stato di gravità, può essere sfruttato più a lungo, evitando che vengano conteggiati come giorni di congedo anche i sabati e le domeniche. Come? Programmando i giorni di congedo settimanalmente e prevedendo il ritorno al lavoro il lunedì successivo, anche per un singolo giorno. Esattamente come si fa per i congedi parentali di cui si può beneficiare dopo la nascita o l’adozione di un bambino. Il weekend non viene conteggiato nemmeno quando si prende congedo dal lunedì al venerdì e, il lunedì dopo, il lavoratore risulta in malattia, propria o del figlio. 

Il congedo

La legge prevede che i dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati possono richiedere, per gravi e documentati motivi familiari, un periodo di congedo straordinario retribuito, continuativo o frazionato, non superiore a due anni. Ne possono usufruire, previa domanda all’Inps, i parenti prossimi conviventi di un disabile in gravi condizioni, mentre il disabile con 104 non ne può usufruire per sé stesso. Ai fini del conteggio totale di due anni di congedo di cui si ha diritto, ovvero di 730 giorni, si può articolare la richiesta settimanalmente, prevedendo singole giornate di rientro a lavoro per “spezzare” il periodo di congedo e, in sostanza, allungarne la durata. 

Sabati e domeniche

Facciamo l’esempio di un dipendente statale che ha diritto al congedo straordinario e presenta all’amministrazione una programmazione mensile articolandola settimanalmente in quattro giornate di fruizione del congedo straordinario e in una di svolgimento dell’attività lavorativa. «Affinché non vengano computati nel periodo di congedo i giorni festivi, le domeniche e i sabati, nel caso di articolazione dell’orario su cinque giorni, è necessario che si verifichi l’effettiva ripresa del lavoro al termine del periodo di congedo richiesto», spiega la Funzione pubblica in una circolare. I sabati e le domeniche, dunque, non vengono conteggiate nel caso in cui la domanda di congedo sia stata presentata dal lunedì al venerdì, se il lunedì successivo si verifica la ripresa dell’attività lavorativa, ovvero anche un’assenza per malattia del dipendente o del figlio. Prosegue la Funzione pubblica: «Pertanto, due differenti frazioni di congedo straordinario intervallate da un periodo di ferie o altro tipo di congedo, debbono comprendere ai fini del calcolo del numero di giorni riconoscibili come congedo straordinario anche i giorni festivi e i sabati, cadenti subito prima o subito dopo le ferie o altri congedi o permessi». 

Il chiarimento

Per tanti, tantissimi, dipendenti caregiver che onestamente utilizzano il congedo straordinario, ce ne sono alcuni che, come si dice, ci “marciano”, dandosi malati il lunedì per non farsi conteggiare nel periodo di congedo straordinario anche i sabati e le domeniche. Una pratica che, come riporta la Funzione pubblica in un parere reso sul tema, viene messa in atto sistematicamente. «Si ritiene doveroso precisare che la programmazione dei permessi e dei congedi, come prevista dai Ccnl di comparto, rappresenta uno strumento finalizzato a conciliare le esigenze di funzionalità e di organizzazione dell’attività amministrativa con quelle private e personali del lavoratore, in modo da garantire in via prioritaria il diritto alla salute e all’assistenza del disabile. Le indicazioni generali riportate nella circolare devono quindi ritenersi riferite a una situazione di carattere fisiologico, mentre la sistematica reiterazione delle condotte di chi dichiara che tornerà al lavoro il lunedì e invece poi si da malato sembra configurare una sostanziale elusione dei principi e della ratio della circolare stessa».

Interventi

Il dipartimento della Funzione pubblica, nello stesso parere, scrive anche: «Si ritiene auspicabile che la richiamata programmazione venga presa nella dovuta considerazione, ai fini di eliminare il disagio organizzativo scaturente dalle assenze sistematiche dal servizio, che sembrano giustificare l’utilizzo, da parte dell’amministrazione, di ogni possibile strumento nell’esercizio dei propri poteri datoriali, volti a tutelare le esigenze di funzionalità dell’amministrazione stessa, come la modifica dell’articolazione dell’orario di lavoro del dipendente in argomento». 

4 Comments

  1. Semplicemente assurdo che possono usufruire del congedo straordinario solo i caregiver, anche il dipendente stesso affetto da grave disabilità dovrebbe essere esentato di due anni, soprattutto in prossimità della pensione, possibile che in questo paese non si dà mai troppa considerazione a coloro che sono in difficoltà, uscire minimo a 63 anni di età con Ape Social è un assurdità.. meditate gente…e voi sindacati???? Dateci dentro con la riforma agevolando questa categoria almeno a 60 anni con qualsiasi contribuzione…

  2. mi interessa sapere se per una dipendente in part time verticale dal lunedì al giovedì che ha richiesto un periodo continuativo di 13 mesi per figlio disabile art. 3 comma 3 debbono essere conteggiati tutti i giorni o solo quelli in cui dovrebbe prestare effettivo servizio.

  3. Buongiorno, come cargiver diia mamma disabilità gravissima.,posso usufruire del congedo straordinario anche se nn sono convivente? Ho fatto a marzo il riconoscimento alla ssla del cargiver.
    Grazie

  4. ESATTO CONDIVIDO.IO INVECE AVREI BISOGNO DI UNA RISPOSTA..PER I DUE ANNI DI CONGEDO ,CON QUALE PERCENTUALE D
    ‘ INVALIDITA’ MINIMA SI PUO’ SI PUO’CHIEDERE?GRAZIE

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