La finalità dell’iniziativa è di permettere a chi non possiede l’identità digitale di interagire comunque con i servizi online della Pa attraverso un delegato. Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri che disciplina la nuova Piattaforma di gestione delle deleghe, lo strumento tramite cui i cittadini potranno autorizzare due persone ad accedere ai servizi digitali delle amministrazioni pubbliche al posto loro.
I vantaggi
In questo modo anche chi non possiede Spid o Cie potrà usufruire dei servizi online della Pa. Per molti anziani sprovvisti dell’identità digitale si tratta di un progresso importante. Per delegare altri soggetti all’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni bisognerà passare, come detto, per la nuova piattaforma di gestione delle deleghe, che sarà gestita dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La possibilità di delega in alcune modalità esiste già, ma la vera novità consiste nella realizzazione di una piattaforma ad hoc per lavorare queste pratiche. Lo strumento diventerà operativo dopo la firma del decreto e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Ritardi
Oggi oltre 40 milioni di italiani possiedono lo Spid, il sistema pubblico di identità digitale per l’accesso ai servizi online della Pa. La Carta d’identità elettronica ha superato i 50 milioni di documenti emessi, diventando il principale strumento di identità digitale in circolazione. Strumenti come la Cie e lo Spid risultano più diffusi in Italia rispetto alla media europea. Dal 3 agosto di quest’anno, inoltre, tutte le carte d’identità cartacee perderanno validità. Nel panorama europeo, tuttavia, l’Italia non brilla sotto il profilo dell’interazione digitale con le amministrazioni pubbliche, anzi. In media il 72% dei cittadini europei tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato nel 2025 piattaforme web o applicazioni pubbliche per accedere a servizi o informazioni. In Italia la quota si abbassa al 57%, secondo le rilevazioni dell’Eurostat.
Il confronto
Siamo molto indietro rispetto a Paesi come la Danimarca, la Finlandia, la Svezia e i Paesi Bassi, dove sono più del 90% i cittadini che sfruttano i servizi pubblici in rete. Ma anche Francia, Estonia, Irlanda, Belgio e Lussemburgo, tutte oltre l’80%, sono più avanti rispetto all’Italia. Un esempio pratico: la presentazione della dichiarazione dei redditi tramite piattaforme digitali, a livello europeo, viene usata da quattro cittadini su dieci, mentre in Italia, afferma l’Eurostat, questo canale viene scelto da un contribuente su dieci.
