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Arriva “Elena”, il nuovo assistente vocale della Pa

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«Elena, che documenti devo presentare per il Superbonus?», «Elena, a che ora apre l’ufficio anagrafe?». Questo è il futuro prossimo della Pubblica amministrazione, un futuro in cui un assistente vocale, una sorta di Alexa pubblica, ci fornirà informazioni e ci guiderà nel mondo della Pa digitale, rendendola accessibile a tutti. 

Progetto Elena

Quello che sta per diventare realtà si chiama “progetto Elena”, ed è uno dei pilastri della digitalizzazione della Pubblica amministrazione contenuta nel Piano di ripresa e resilienza italiano, in quella componente 1 della missione 1 del Pnrr denominata “Digitalizzazione, Innovazione e Sicurezza nella Pa” che prevede una dotazione complessiva di 11,15 miliardi (9,75 miliardi di risorse europee e 1,40 mld nazionali). Nell’alfabeto della più complessiva riforma della Pubblica amministrazione la D di Digitalizzazione contiene appunto proprio il progetto di sviluppare un assistente vocale che possa aiutare il cittadino a districarsi nel vastissimo – e spesso ingarbugliato – mondo di norme e sotto-norme della pubblica amministrazione. Un assistente tipo Alexa che ci sciolga dubbi e abbatta il muro della burocrazia, rendendo di facile e immediato accesso informazioni e documenti spesso di difficile reperibilità, anche per quei soggetti che non sanno o non possono utilizzare un computer. 

Accesso per tutti

Gli assistenti vocali attualmente in commercio, come Siri di Apple, Assistant di Google, Alexa di Amazon, consentono già di informarsi e ottenere moltissimi contenuti, potenzialmente in un numero infinito, semplicemente scaricando delle applicazioni sviluppate da terzi, che nel mondo di Alexa di Amazon si chiamano skill. Pensiamo ad esempio alla skill (o applicazione) del robot-aspirapolvere che abbiamo appena comprato, che ci permette di comandarlo dicendo semplicemente “Alexa, fai partire robottino”. Si tratta di tecnologie basilari, gratuite e a basso costo per chi le sviluppa. Ma che ci possono cambiare – o quantomeno facilitare – la vita. Il “progetto Elena” della Funzione pubblica dovrebbe partire proprio da qui. Da un’applicazione della Pa che faccia da assistente vocale, grazie alla quale il cittadino possa avere a portata di mano – anzi di voce- informazioni su, ad esempio, orari di un ufficio pubblico, documenti necessari per una certa pratica, la prenotazione di un appuntamento. Questo faciliterebbe non poco l’accesso alle informazioni della pubblica amministrazione per qualsiasi cittadino, compresi ipovedenti, disabili motori e anziani. 

Primi passi sul locale

Ad anticipare in qualche modo l’innovazione del “progetto Elena” a livello nazionale sono alcune esperienze locali già partite. E che in qualche modo fanno da test per il progetto Elena, su più vasta scala. Il comune di Messina, ad esempio, per favorire la raccolta porta a porta tramite attività calendarizzate, ha lanciato una skill di Alexa chiamata “Trasparenza rifiuti Messina”: una volta scaricata, permette ai cittadini di chiedere ad Alexa, ad esempio, informazioni sui giorni di raccolta della plastica piuttosto che dell’umido, quando è la prossima scadenza della Tari, come e dove buttare il divano vecchie, e così via. In modo analogo il Comune di Siena ha deciso di affiancare alla sua assistente virtuale, Caterna, un assistente vocale grazie al quale i cittadini possono ottenere il rilascio di alcuni documenti pubblici. 

1 Comment

  1. Speriamo ma occorre snellire le procedure della pubblica amministrazione, ed evitare che il cittadino si faccia carico di presentare documenti che la pubblica amministrazione dovrebbe già avere!!!

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