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Area quadri e dirigenti, le nuove carriere nella Pa

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Palazzo Chigi Istock photo

Nel pubblico impiego arriva l’area quadri. La notizia è nascosta tra le 2.500 pagine delle schede consegnate dal governo al Parlamento e inviate alla Commissione europea. Il Recovery plan italiano prova a ridisegnare le carriere nel pubblico impiego. Lavorare alle dipendenze dello Stato, questa almeno sembra l’intenzione di fondo, assomiglierà sempre di più a lavorare nelle aziende private. La principale novità è che il governo sembra intenzionato a introdurre anche nel lavoro pubblico l’area “quadri”. Una posizione che il Recovery plan chiama di “middle management”.

Il Recovery plan italiano

Il rinnovo del contratto e le direttive all’Aran. Che l’intenzione del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, fosse quella di introdurre l’area quadri, è stata chiara fin dall’inizio. Nella cosiddetta direttiva madre, l’indicazione principale data all’Aran per aprire il tavolo con i sindacati per il rinnovo del contratto, una delle novità principali era stata proprio l’indicazione della creazione di una nuova area intermedia tra funzionari e dirigenti. Una volta, però, inviata la prima direttiva “figlia”, quella per l’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, Inps), al ministero dell’Economia e delle finanze, è successo qualcosa.

Il giallo della cancellazione. La direttiva sarebbe arrivata al ministero con all’interno la previsione dell’area quadri. Ma il testo uscito da via XX settembre l’indicazione esplicita di una nuova area è scomparsa. Cosa è successo? Possibile che il ministero dell’Economia abbia posto la questione delle risorse finanziarie necessarie a istituire una nuova area di middle management. Farlo con i soldi stanziati per gli aumenti del contratto, comporterebbe un taglio agli scatti dei funzionari. Ma è anche vero che nel Patto per l’innovazione nel lavoro pubblico firmato da Brunetta e dallo stesso Mario Draghi con i sindacati, il governo si è impegnato nella prossima legge di stabilità a trovare le risorse necessarie per l’ordinamento professionale. Cosa è successo davvero, allora?

I timori sulla rappresentatività. Non è un mistero che alcuni sindacati temono che l’istituzione di una nuova area destinata al middle management, ai quadri, possa ridurre il loro peso all’interno delle amministrazioni pubbliche. L’indicazione dell’area quadri, insomma, potrebbe essere stata temporaneamente sacrificata sull’altare d una pace sindacale in vista del rinnovo del contratto. Ma inserire all’interno del Recovery inviato a Bruxelles la riforma delle carriere e l’area quadri, rende difficile a questo punto il passo indietro da parte del governo. Le riforme indicate nel Piano di ripresa e resilienza sono la parte sostanziale di un contratto di fatto firmato con la Commissione europea per ottenere i 200 miliardi di aiuti.

La dirigenza e i percorsi interni. La questione del middle management non è l’unica affrontata nelle schede inviate dal governo a Bruxelles e depositate in Parlamento per il Recovery plan. Di un certo rilievo sono anche i passaggi sulla dirigenza e quelli sulla mobilità tra varie amministrazioni. Il documento del governo parla esplicitamente di percorsi di carriere per le posizioni dirigenziali di prima e seconda fascia all’interno delle stesse amministrazioni. Cosa questo effettivamente voglia significare ci vorrà ancora un po’ di tempo per capirlo. L’idea, tuttavia, sembrerebbe quella di facilitare l’accesso ai vertici delle amministrazioni attraverso percorsi interni di crescita, che potrebbero prendere la forma di corsi concorsi.

Cambia anche la mobilità. Un altro punto della riforma disegnata dal Recovery plan, riguarda la mobilità tra le amministrazioni. Sarà resa più semplice. E questo perché cambiare posto all’interno della Pa, sarà considerata un’esperienza arricchente. Il meccanismo di funzionamento dei trasferimenti da un’amministrazione ad un’altra è delineato in maniera abbastanza chiara. Ci sarà una piattaforma on line unica, nella quale saranno rese disponibili tutte le posizioni libere e i relativi requisiti necessari per candidarsi, all’interno della Pubblica amministrazione. Chi riterrà di avere un profilo corrispondente alle richieste, potrà farsi avanti e inserire nel sistema la propria candidatura. Se sarà selezionato per quella posizione, non dovrà più avere il nulla osta della propria amministrazione per il trasferimento.

Addio a distacchi e comandi. Dall’altro lato, spiega sempre il documento consegnato dal governo al Parlamento e inviato alla Commissione europea, saranno introdotte significative restrizioni per le altre forme di mobilità, come i “distacchi” e i “comandi”. Questi istituti dovranno essere soltanto marginali all’interno dei meccanismi di mobilità della Pubblica amministrazione.

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