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Agenzie fiscali, gli importi dei premi risultano “congelati” dal 2015

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Aumenta il recupero dell’evasione, ma gli importi dei premi per i dipendenti delle agenzie fiscali rimangono sempre gli stessi. E tutto per via di una vecchia norma del 2015, calata a terra in piena spending review. A lanciare l’allarme è il coordinatore Confsal-Unsa per le agenzie fiscali, Valentino Sempreboni: «Il salario accessorio incentivante per le agenzie fiscali è composto sostanzialmente da due voci, ovvero dalla quota incentivante e dall’eventuale integrazione alla quota incentivante. Il problema è che la prima è sempre identica, mentre la seconda non può superare la media degli importi assegnati nel triennio 2014-2016 da ciascuna agenzia». In pratica gli importi dei premi sono stati “congelati” e, per effetto dell’inflazione, hanno subìto un processo di svalutazione che li sta rendendo sempre meno: incentivanti.

Il nodo

Risultato? Confluiscono somme alle agenzie fiscali, per effetto di decreti di assegnazione a firma del Mef, nonché per convenzione, che non possono essere utilizzate perché superiori al tetto del 2016. Fa due calcoli Valentino Sempreboni: «Nella sola Agenzia delle Entrate, con riferimento al salario accessorio relativo all’annualità 2020, la somma “non spendibile” è risultata pari a 127,707 milioni di euro, lordo agenzia, e a 96,237 milioni di euro lordo dipendente. Nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la somma non spendibile è risultata superiore ai 40,0 milioni di euro».

Il governo cosa sta facendo per risolvere la questione? «Il 23 novembre – spiega Sempreboni – siamo stati ricevuti dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, che ci ha assicurato il suo massimo impegno sia sull’aspetto strutturale, per un nuovo meccanismo di salario accessorio, sia sull’aspetto del breve termine, ovvero l’individuazione di somme aggiuntive per implementare i fondi accessori dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Entro fine anno dovremmo essere riconvocati per un tavolo politico e tecnico. Se son rose fioriranno». 

La proposta

Va detto che negli anni scorsi sono stati fatti più tentativi per allentare questo grave vincolo, riconoscendo in alcune occasioni alle agenzie fiscali somme aggiuntive che, nei fatti, hanno innalzato il tetto del salario accessorio. «Appare necessaria, invece, una soluzione strutturale e definitiva, affinché l’integrazione della quota incentivante diventi un reale strumento di valorizzazione del salario accessorio incentivante rispetto agli obiettivi sfidanti quanto-qualitativi per entrambe le agenzie. Insomma, l’integrazione della quota incentivante va sganciata dai concetti di neutralità finanziaria e medie triennali», sottolinea il coordinatore Confsal-Unsa. 

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