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Locazioni brevi, stop agli affitti dei dipendenti pubblici

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Niente affitti brevi per i dipendenti pubblici. Le locazioni mordi e fuggi per i turisti sono al centro quest’anno di una stretta che sta facendo discutere: il cambiamento centrale riguarda il numero di immobili concessi in affitto breve perché se in precedenza la qualificazione automatica come attività imprenditoriale scattava oltre i cinque appartamenti, adesso è obbligatorio dotarsi di partita Iva a partire dal terzo immobile locato nel corso dell’anno. La legge di Bilancio 2026, intervenendo sulla disciplina fiscale delle locazioni brevi, ha ampliato insomma in modo significativo l’ambito dell’attività considerata imprenditoriale, ma questa novità non incide solo sul regime fiscale applicabile ai redditi e sugli obblighi contabili. Già perché diverse categorie professionali non possono, per legge, esercitare attività d’impresa.

Incompatibilità

Dove prima era possibile scegliere strumenti come la cedolare secca o la tassazione ordinaria sui redditi fondiari, ora il proprietario viene assimilato a un operatore economico a tutti gli effetti. Ma i dipendenti pubblici a tempo pieno, così stabilisce la normativa in vigore, non possono svolgere attività d’impresa. L’obbligo di aprire la partita Iva per chi affitta tre immobili, di conseguenza, potrebbe rendere incompatibile l’attività di locazione breve con il loro impiego nella Pubblica amministrazione. Il discorso cambia per i dipendenti pubblici che lavorano in regime di part-time (con percentuale non superiore al 50%). Questi ultimi, infatti, possono svolgere attività secondarie, ma al di fuori dell’orario di lavoro e solo una volta ottenuta l’autorizzazione dell’ente di appartenenza. Anche avvocati, commercialisti e notai sono soggetti a specifiche norme di incompatibilità previste dai rispettivi ordinamenti. Gli avvocati sono sottoposti alla vigilanza del Consiglio Nazionale Forense. I commercialisti devono rispondere al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. I notai sono monitorati dal Consiglio Nazionale del Notariato. L’articolo 2 della legge notarile, per esempio, fissa il principio secondo cui l’ufficio di notaio è incompatibile con l’impiego di commerciante.

L’escamotage

Risultato? I dipendenti pubblici a tempo pieno dovranno rinunciare ad arrotondare lo stipendio con gli affitti brevi per non incappare in sanzioni disciplinari. Inoltre, chi entra nella Pa e già esercita un’attività di locazione breve oltre la soglia dei tre immobili è tenuto a dichiararla e a cessare la partita Iva. C’è tuttavia una via di fuga: restare proprietari degli immobili e darli in gestione a un soggetto terzo.

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