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Addio a Quota 103 e Opzione Donna, ecco come si potrà uscire prima dal lavoro nel 2026

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Addio a Quota 103 e a Opzione Donna. Entrambe le misure non sono state riconfermate dalla legge di Bilancio 2026. Quota 103, dopo le restrizioni introdotte dal governo, nel 2024 ha visto la liquidazione di 1.154 assegni. Rispetto ai 112.982 assegni liquidati con Quota 100 nel 2021 il crollo è evidente. Opzione Donna ha visto il numero dei beneficiari passare dai 26.427 del 2022 ai 4.784 del 2024. Così è emerso dal rendiconto sociale dell’Inps presentato ieri a Roma dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’istituto. Si torna quindi alla Fornero?

Ecco come si potrà uscire dal lavoro nel 2026

La pensione di vecchiaia prevede l’uscita dal lavoro con 67 anni di età e almeno 20 di contributi, ma dal 2027 l’età anagrafica passerà a 67 anni e 1 mese. La pensione anticipata ordinaria consente invece di uscire con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, o 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, senza un limite di età anagrafica. Quota 41 per i lavoratori precoci permette di andare in pensione quando si raggiungono i 41 anni di contributi versati, ma questa misura si rivolge solo a chi ha svolto un lavoro usurante, ai caregiver, ai disoccupati e agli invalidi civili almeno al 74%. Resta in piedi l’Ape Sociale, che però non è una pensione, ma un sussidio che accompagna i lavoratori verso l’assegno di vecchiaia. Per ottenere l’Ape Sociale è necessario aver compiuto almeno 63 anni e 5 mesi e aver versato 30 anni di contributi se si è disoccupati, invalidi o caregiver, o 36 anni di contributi se si sono svolte mansioni gravose. Con l’Ape sociale sono stati liquidati 17.429 assegni nel 2024, in calo rispetto ai 19.461 del 2023. I trattamenti a favore dei lavoratori precoci sono scesi da 11.133 a 8.645. In crescita quelli collegati ai lavori usuranti (da 1.856 a 2.249).

I pensionati sono più di 15 milioni

Oggi i pensionati Inps in Italia sono 15.367.966, di cui 7.378.121 maschi e 7.989.845 femmine. I titolari di assegno sociale sono 884.311 e i titolari di assegno di accompagnamento e pensione di invalidità civile sono 2.960.774. Dal rendiconto sociale dell’Inps emerge anche che le pensioni anticipate dei lavoratori dipendenti vedono gli assegni delle femmine inferiori del 25,1% rispetto a quelli dei maschi, mentre per le pensioni di vecchiaia il divario è addirittura del 44,2%. Nel 2024 sono state liquidate 861.949 pensioni previdenziali, in leggero aumento rispetto al dato registrato nel 2023, quando l’asticella si era fermata a 837.399 pensioni liquidate. Le prestazioni pensionistiche assistenziali liquidate nel 2024 sono state 643.750, in crescita rispetto alle 613.203 dell’anno precedente.

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