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Accesso libero a Medicina: stop al numero chiuso

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La riforma per l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è legge. A partire dal prossimo anno accademico non ci saranno test di ingresso e la selezione verrà spostata in avanti, al termine di un primo “semestre-filtro”, svolto il quale solo gli studenti con i risultati migliori potranno proseguire gli studi in queste facoltà. Gli atenei hanno tempi stretti per adeguarsi e attendono perciò con ansia i decreti attuativi incaricati di rendere operativa la riforma. Questi decreti, secondo quanto affermato dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, dovrebbero arrivare in tempi rapidi. Le novità riguardano esclusivamente gli atenei statali. Negli istituti privati i test di accesso continueranno a essere in vigore. «Avremo 30mila studenti in più di qui ai prossimi anni e ci saranno 6 mesi caratterizzanti in cui i ragazzi si formeranno», ha annunciato la ministra.

Le novità

I punti principali della riforma prevedono, dunque, la libera iscrizione al primo semestre con programmi uniformi e materie qualificanti. Addio insomma ai quiz a crocette. Si passa al sistema del primo semestre-filtro, concluso il quale verrà stilata una graduatoria nazionale basata sui crediti formativi ottenuti tramite esami universitari, con la possibilità di riconoscere i crediti per altri percorsi formativi di area sanitaria.

Il percorso

La Camera questa settimana ha approvato la legge delega in tre articoli che rivoluziona l’accesso a Medicina, Odontoiatria e protesi dentaria e Veterinaria dopo un lungo percorso. La riforma è passata con 149 voti a favore e 63 contrari. L’ok di Montecitorio arriva a cinque mesi e mezzo dal primo disco verde del Senato. Adesso spetta all’esecutivo emanare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi per attuare la riforma. Il compito di scrivere i decreti legislativi è del Mur.

I paletti

L’iscrizione aperta al primo semestre dovrà essere realizzata nell’ambito di un contingente sostenibile di posti. Gli slot in ingresso nelle università dovranno essere raccordati inoltre con quelli a disposizione post-lauream per le specializzazioni mediche. I rettori, con la presidente della Crui Giovanna Iannantuoni, si dicono pronti a fare del loro meglio affinché il livello qualitativo della formazione non scenda mai. «Ora attendiamo le regole, ovvero i decreti attuativi», ha detto la presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane. Lo scetticismo delle opposizioni: «Si tratta di un bluff, è un semplice spostamento della selezione al secondo semestre».

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