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Ufficio del processo e funzionari, i concorsi sono un flop

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Un numero di domande non elevatissimo. Un numero di candidati che si è presentato alle prove ancor più basso. E un numero di candidati dichiarati idonei e ammessi alle prove orali che supera solo di poche decine di persone i posti messi a concorso. Risultato: per coprire tutte le posizioni bandite bisognerebbe promuovere tutti. In blocco. Il concorso pubblico per titoli ed esami per il reclutamento di 2.329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di funzionario del ministero della Giustizia, rischia di rivelarsi un flop. Lo spettro è quello dell’ormai tristemente famoso “Concorso per il Sud”.

I numeri

Le domande sono state poco più di settemila e cinquecento, ma poi alle prove si sono presentati solo in cinquemila. Gli idonei, dopo la prova scritta, si sono fermati a 2.423. Dunque, 94 in più dei posti messi a concorso. Si vedrà, innanzitutto, se tutti si presenteranno agli orali. Chi prenderà il voto minimo per essere dichiarato idoneo (ventuno su trenta), avrà la certezza quasi matematica di essere assunto. Se un numero di candidati elevato dovesse risultare insufficiente, sarebbe difficile coprire i posti messi a concorso.

Impatti

Per la Giustizia non è un problema secondario. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, per il quale l’Italia ha ricevuto finanziamenti dall’Europa per quasi 200 miliardi di euro, prevede entro il 2026 la riduzione del 40 per cento della durata dei processi civili e del 25 per cento di quelli penali, oltre a uno smaltimento pressoché totale dell’arretrato. Il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, per raggiungere questi obiettivi ha puntato sull’assunzione di 16.500 giovani laureati da mettere a servizio dei magistrati nell’Ufficio del processo. Per presentare questo suo piano, il ministro ha effettuato un “tour” dei tribunali italiani.

La reazione

Più o meno si è sentita dire da tutti la stessa cosa: la macchina della giustizia è lenta per la mancanza di personale amministrativo e magistrati. Le carenze di organico sono drammatiche. La sintesi più eloquente della situazione, l’ha fatta il presidente del Tribunale di Acerra – Napoli Nord, Pierluigi Picardi. «Il Tribunale di Napoli Nord», ha detto, «è l’espressione di un furto di giustizia perpetrato dallo Stato ai danni dei cittadini». Un’affermazione durissima, che deve essere pesato pronunciare ad un uomo di quello stesso Stato accusato di “ingiustizia”. Ma giustificata da un dato numerico che lascia poco spazio alle interpretazioni: nel Tribunale di Acerra Napoli-Nord i dibattimenti con imputati a piede libero potranno iniziare solo tra 5 anni. Prima udienza nel 2026.

Il flop

Si tratta del risultato, inevitabile, di una struttura che deve rispondere alla domanda di giustizia di quasi un milione di cittadini con soli 86 magistrati e 151 amministrativi. E quella di Acerra Napoli – Nord non è una eccezione. E’ piuttosto la regola. Basteranno i 126 precari (tre anni di contratto) dell’Ufficio del processo che arriveranno in quel Tribunale a capovolgerne le sorti? I dubbi sono leciti. Anche perché, per tornare al tema di partenza, quello dei concorsi, per l’Ufficio del processo non sembra esserci stata una gran corsa a partecipare. Per i primi 8 mila posti sono arrivate 66 mila domande. Poche, considerando che il bando prevedeva che alla prova scritta sarebbero stati ammessi candidati pari a 20 volte i posti messi a bando. Agli scritti, insomma, il governo pensava di trovarsi di fronte 160 mila candidati. Anche qui la partenza non pare con il piede giusto.

6 Comments

  1. L’articolo riporta alcuni dati errati e fuorvianti.
    7100 non era il numero di candidati che avevano fatto domanda, ma i candidati ammessi alle prove scritte per aver superato la preselettiva svolta a novembre 2019 (tre volte il numero dei posti messi a bando), o con invalidità pari o superiore all’80%, esonerati dalla preselettiva. Gli iscritti al concorso erano oltre 85 mila.
    Inoltre, a seguito di rettifica, gli ammessi alle prove orali sono 2500.

  2. Veramente le domande pervenute erano più di 100.000, alle preselettiva si sono presentate circa 33.000 concorrenti nel lontano 2019. Sono passati in 7000, tre volte i posti messi a concorso, dopo due anni di blocco si sono seduti in 5000 per la prova selettiva. I superstiti affronteranno un orale a breve. È il concorso peggio gestito negli ultimi anni

  3. Non viene mai evidenziato il dato più importante: il Ministero della Giustizia non è appetibile e chi può scappa. Le retribuzioni sono basse a fronte di grosse responsabilità e carichi di lavoro assai gravosi. Gli straordinari vengono pagati con enorme ritardo, anche due anni o più, per non parlare poi delle prospettive di carriera pressoché inesistenti. Un’amministrazione ferma, borbonica il cui personsle amministrativo è di fatto schiacciato tra due vicini di casa molto ingombranti, la magistratura e l’avvocatura. Non c’è speranza di miglioramento finché il ministero non comprenderà che per risolvere i problemi annosi della giustizia è necessario ben retribuire il suo personale valorizzandolo.

  4. Ovviamente non è affatto appetibile lavorare a tempo determinato con responsabilità e stipendio basso, senza prospettive per il futuro. Non è un lavoro gratificante, schiacciati da una dirigenza ormai di tipo privatistico che mira solo al raggiungimento degli obiettivi, da un utenza variegata ed esigente, in parte qualificata come gli avvocati e vari professionisti e dalla magistratura! Il personale è stanco (considerata la grave carenza in pianta organica) e demotivato. Nessuna riqualificazione né progressione di carriera. Tutti fanno tutto a costo zero!!

  5. Francesca, hai centrato in pieno le debolezze di questo ministero che conosco lavorandoci da 30 anni. Sposo in toto tutto quello che hai scritto.

  6. Non mi pare che il concorso da Funzionari coincida con quello degli addetti all’Ufficio del processo, di cui parla l’articolo.

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