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Massimo Battaglia: «Contratto positivo, aumenti necessari»

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«Il nuovo contratto risponde alle problematiche che abbiamo sollevato durante la trattativa, gli aumenti in arrivo aiuteranno i dipendenti delle funzioni centrali a superare il caro-prezzi». Così Massimo Battaglia, segretario generale della Confsal-Unsa. «Ora ci sarà da lavorare molto sulla contrattazione di secondo livello. È lì, infatti, che saranno declinati molti aspetti centrali del contratto, dal welfare alla quarta area».

Il nuovo contratto ha richiesto 25 riunioni al tavolo della trattativa. Che negoziato è stato?

«È stata una trattativa complessa, anche perché il nuovo contratto introduce importanti novità su più fronti. Penso alle nuove progressioni economiche e orizzontali, allo smart working, alla nascita della quarta area».

Gli aumenti arriveranno a giugno?

«Dipende dal ministero dell’Economia, che si occupa delle erogazioni. La pre-intesa era stata firmata all’inizio di gennaio, poi ci sono state le verifiche del Tesoro e della Ragioneria generale dello Stato, e infine il via libera della magistratura contabile. Gli incrementi di stipendio, del 4%, arrivano al momento giusto: l’economia, complice il conflitto in Ucraina, sta attraversando una fase delicata. La fiammata inflazionistica e l’aumento generalizzato dei prezzi stanno mettendo a dura prova le famiglie. Gli aumenti in arrivo daranno un sostegno ai redditi dei dipendenti delle funzioni centrali. Ora ci sarà da lavorare molto sulla contrattazione di secondo livello. È lì, infatti, che saranno declinati molti aspetti centrali del contratto, dal welfare alla quarta area».

Le amministrazioni vengono da due anni pieni di cambiamenti: il covid, la rivoluzione dell’organizzazione del lavoro, il nuovo contratto. 

«Noi ci abbiamo come sempre messo la faccia. Tutta Unsa, a cominciare dal suo segretario generale. Chi ci conosce sa che siamo presenti sempre, trecentossessantacinque giorni l’anno. In questi anni, gli anni della pandemia che forse rappresentano il periodo più duro dalla fine della seconda guerra mondiale, dove noi tutti siamo stati costretti dalla restrizioni a rimanere nelle nostre case, il nostro sindacato non si è mai fermato nemmeno per un minuto. Ci siamo battuti in prima linea, per esempio, per assicurare lo smart working ai lavoratori pubblici, così da metterli in sicurezza. Il Covid ha fatto morire decine di migliaia di persone e fatto ammalare centinaia di migliaia di lavoratori dello Stato».

Intanto però sono ripartite le bordate contro la pubblica amministrazone, al centro delle critiche per esempio del presidente degli industriali Bonomi. I lavoratori pubblici sono di nuovo sotto attacco?

«A Bonomi vorrei ricordare che gli infermieri, i professori, i dipendenti dell’Inps e quelli dell’Agenzia delle Entrate, i cancellieri dei tribunali, i dipendenti dei ministeri, sono quelli che durante la pandemia hanno permesso di curare malati, di erogare aiuti pubblici, di pagare pensioni e stipendi, di garantire la giustizia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, li ha definiti i “volti della Repubblica».

Il voto delle Rsu di aprile vi ha premiato. 

«Abbiamo ricevuto da nord a sud dell’Italia, e all’estero, un grande voto che ci permetterà di aumentare il peso della nostra rappresentatività, nei tavoli di contrattazione».

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